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Disperazione estrema
Data: 16/06/2020, Categorie: pissing, Autore: Blue93
Il rumore dei suoi tacchi riecheggia fra le corsie del supermercato. Sono circa le 17 ed è ancora vestita da lavoro. Ha deciso di passare un attimo a fare la spesa prima di tornare a casa ma, essendo l'ora di punta, le casse sono super affollate. Indossa un paio di pantaloni neri abbastanza attillati, una camicetta bianca scollata e le decolleté in vernice nere con un tacco di circa 10 centimetri. I capelli biondi sono raccolti in una coda alta come piace a me e ondeggiano appena mentre si muove. Cerca di fare veloce. Ha bevuto quasi un litro d'acqua nelle ultime due ore, da quando ha finito di lavorare, e ha la vescica che scoppia. "Se qualcuno per sbaglio mi sfiora la pancia mi piscio addosso" pensa mentre spinge il carrello verso le casse. La coda sarà di circa 7 persone prima di lei. Sbuffa appena incrociando le gambe e si mette in attesa. Ovviamente, come sempre quando si ha fretta, le cassiere si mettono a chiacchierare con i clienti facendo allungare ancora di più la coda di persone. Quando finalmente arriva il suo turno infila la spesa nelle borse alla velocità della luce, paga e esce facendo sbattere i tacchi forte contro il pavimento del supermercato. Arriva alla macchina, mette la spesa in bagagliaio, si siede e mette in moto. Il fatto di essersi piegata la stimola ancora di più così mette una mano in mezzo alle gambe e stringe un po' la fighetta per trattenere meglio. "15 minuti massimo e sono a casa" pensa accelerando mentre esce dal parcheggio. Si immette ...
... nella strada principale ed ecco il primo ostacolo. Il traffico. Non un traffico scorrevole. Tutti fermi. Non può essere un semaforo..o stanno facendo dei lavori o c'è un incidente. Le viene quasi da piangere dalla disperazione. Si sente la pancia gonfissima e la pipì che preme per uscire con violenza. Guarda la bottiglia di acqua vuota appoggiata sul sedile e vorrebbe tanto non averla bevuta tutta. Prova ad aspettare un po' muovendo su e giù una gamba e sperando che le macchine davanti a lei si muovano. Niente. Fermi. E' ovvio che non resisterà ancora per molto. Fa un'inversione e decide di cercare un bar nelle vicinanze. Gira per 5 minuti a vuoto, poi le sembra di non ragionare più. I brividi che corrono lungo la schiena, la vescica che manda stimoli continui e una mano costantemente fra le gambe. La toglie solo per cambiare marcia. Non ci sono bar, solo un piccolo hotel sulla sinistra. Si vergogna da morire al pensiero di entrare e chiedere di usare il bagno ma non ha scelta. Accosta nel parcheggio e si dirige goffamente verso l'ingresso. Il receptionist è un uomo in età avanzata con una faccia di culo che lascia già capire come andranno a finire le cose. "Buonasera...mi scusi...devo chiederle un favore enorme", ha la voce che trema. "Mi dica". "Posso usare il bagno? E'urgentissimo". Lui fa una smorfia appena accennata e taglia corto: "Questo non è un bagno pubblico signorina". "Lo so, mi dispiace...però c'è tantissimo traffico, non ci sono bar, io non ce la faccio veramente ...