1. Ancora Birichina


    Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout

    ... era illuminato e pieno di turisti, dovetti faticare non poco per tenere il suo passo, fino a via Tomacelli, l’affiancai al semaforo di Ponte Cavour ed in quei tre minuti la sbirciai di traverso: il viso limpido di una ragazza per bene ma la sensazione che sotto quell’aspetto pudico si nascondesse molto di più mi convinse a continuare il pedinamento. Attraversato ponte Cavour raggiungemmo la piazza omonima e da lì costeggiammo il marciapiedi per giungere finalmente in un locale all’angolo con via Cicerone, entrammo. Ci sedemmo entrambi al bancone e ordinammo da bere, un Bitter io e un cocktail lei, seduta sullo sgabello le cosce si scoprirono del tutto, poi chiese al barman dove fosse il bagno, aspettai qualche minuto e la seguii. Scesi delle scale e mi ritrovai davanti a due porte, quando da una di queste spuntò una mano che afferrò il mio polso, trascinandomi dentro. Mi fissò per qualche istante, che mi sembrò eterno e poi mi disse: “Fammi tutto quello che hai pensato da quando hai cominciato a seguirmi”. Pur non essendo un ragazzino rimasi sorpreso, poi le misi una mano tra le cosce trovando la misera resistenza di un triangolo di lycra bagnato, lo scostai ed immersi le dita nel miele più dolce che una donna possa distillare, poi le leccai. “Sei un porco!” bisbigliò lei. “E tu una puttana” risposi io. Poi in silenzio, salì sulla tavoletta del water e alzò il corto vestito, infilai la testa tra le sue cosce spalancate e iniziai a percorrere con la lingua la ...
    ... fessura gonfia e liscia, con la punta scappucciai il clitoride appiccicoso e pronto ad esplodere, le scoprii i seni tondi e perfetti con i capezzoli turgidi al centro di piccole areole scure, li succhiai, mentre lei gemeva bisbigliandomi oscene richieste all’orecchio, la feci scivolare già dal water e dopo aver abbassato il coperchio l’adagiai sopra, mi sbottonò la patta dei pantaloni tirandolo fuori già duro, gli occhi le scintillarono e lo fece scivolare all’interno della sua piccola bocca, le labbra carnose lo avvolsero, mentre la lingua roteava sul frenulo e la cappella, succhiandolo come un ghiacciolo in pieno agosto, chiusi gli occhi, godendomi la mano che massaggiava le mie palle, qualche istante dopo si sistemò sul water e spalancando le gambe mi attirò a se guidando il mio membro al suo interno, lentamente la percorsi fino alla fine, rimanendo fermo, poi senza mai staccare i miei occhi dai suoi, cominciai a muovermi, con un ritmo crescente e mentre le sue cosce stringevano i miei fianchi venni dentro di lei. “Complimenti, per essere un vecchietto te la sei cavata molto bene” disse abbassando il vestito sulle cosce e uscendo dal bagno. Tornai al bancone e pagai la consumazione di entrambi. “La conosce?” Mi disse il barista. “Chi, la ragazza?” risposi incerto. “Si, lei” continuò lui. “No, perché?” chiesi incuriosito. “Ogni sera la stessa storia, entra, beve qualcosa, va al bagno e poi qualcuno paga sempre per lei”. Sorrisi ed uscii. holdman.virgil@tiscali.it 
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