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La prima volta al campo scout
Data: 19/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: robinbsxmi
Entrai nel gruppo scout della mia città a 12 anni, ero uno dei più piccoli, piuttosto carino ma timido e impacciato. Venni assegnato alla squadriglia dei Lupi. Marco, il mio capo squadriglia, aveva 16 anni ed era al suo ultimo anno. Bello, moro, occhi azzurri, fisico asciutto da buon calciatore e fanatico nuotatore, sicuro di se era l'idolo delle ragazze del gruppo femminile dove ogni due mesi, circa, pescava una ragazza diversa. Mi prese subito in simpatia e, essendo io il più piccolo del gruppo, tendeva ad essere molto protettivo ed attento, come un fratello maggiore. Io lo veneravo, ed in piena tempesta ormonale da pubertà appena esplosa ne facevo l'oggetto di tutte le mie più nascoste fantasie sessuali... Non vi dico che tortura fossero le uscite che, una volta al mese, facevamo in montagna e dove dormivamo in tenda stretti gli uni agli altri. Quando Marco si sfilava i calzoncini della divisa scout e restava in mutande per infilarsi nel sacco a pelo non riuscivo a distogliere gli occhi dal suo pacco stratosferico. Essendo poi tutti maschi e adolescenti le serate erano un continuo parlare di ragazze, sesso, misure dell'uccello, seghe e pornazzi che i più grandi dicevano di avere visto. Io aspettavo zitto che tutti prendessero sonno e poi, fantasticando di scivolare nel sacco a pelo del mio capo squadriglia, mi masturbavo con il terrore che qualcuno mi sentisse, attento a non fare il mino rumore e contemplando quel viso fantastico a pochi centimetri dal ...
... mio. Verso la fine di luglio partimmo per il campo estivo. Quindici giorni in montagna, nei boschi, splendide serate attorno al fuoco, giochi, bagni nel fiume, docce all'aperto, cucinare e mangiare assieme, 24 ore su 24 con l'oggetto delle mie fantasie sessuali sempre sotto gli occhi... Per me si trattava di un esperienza fantastica ma piuttosto dura, era anche la prima volta che restavo via da casa e senza i miei così a lungo. Marco era davvero premuroso e dolce, mi risparmiava le incombenze più faticose e mi stava vicino nei momenti di sconforto. Verso la metà del campo ogni squadriglia doveva partire per raggiungere una meta diversa e li trascorre una notte in solitaria. La mia squadriglia, quella dei Lupi, doveva raggiungere una baita sul cucuzzolo di un alpeggio a circa due ore di cammino dal campo base. La giornata era splendida e l'idea di essere soli senza gli educatori ci rendeva tutti euforici ed eccitati. Marco ci condusse alla meta senza problemi con bussola e cartina alla mano. La sera cucinammo su un fuoco improvvisato e dopo avere chiacchierato fino alle due aprimmo i sacchi a pelo per dormire. Pur essendo estate faceva un certo freddo e, sinceramente, essere soli nel bui della note, all'aperto, sulla cima di una montagna mi faceva parecchio cagare sotto... Marco capi che avevo una gran fifa e mi disse che avrei dormito vicino a lui. Io non riuscivo a prendere sonno e tremavo come una foglia ed avrei voluto che Marco mi abbracciasse ma sembrava ...