1. Rapporti di buon vicinato 3


    Data: 26/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nevenave

    Rientrato in casa mi affretto a sistemare e preparare la borsa che ormai si è fatto tardi e devo assolutamente mettermi in viaggio. Ultimo giro di controllo e giù verso i box. Ma fuori nel suo cortiletto c’è il nuovo inquilino che si sta godendo un po’ di fresco (trovarlo completamente vestito per evitare di sbavare sarebbe chiedere troppo??) e che si alza e mi viene incontro presentandosi.
    
    Rimanere lucidi con davanti un ragazzo in soli pantaloncini, con due pettorali larghi da nuotatore ed un braccio tutto colorato da tatuaggi che ti fissa con due occhi scuri ed un sorriso che “scioglie i jeans” è ovviamente impossibile ma ritrovarmi imbambolato a sbiascicare qualche risposta è davvero imbarazzante. Fortuna che SMILE è davvero simpatico e vuoi per gentilezza vuoi che magri non ci sta facendo caso scherza sulla mia lucidità dando la colpa al caldo, all’orario.
    
    Per fortuna che la luce della sera copriva parte del mio rossore e delle mie espressioni ebeti quando finivo con lo sguardo su quei pantaloncini corti e leggerissimi che si muovevano a ritmo di un pisello chiaramente libero da mutande. Non ricordo come sia riuscito a raccattare un briciolo di lucidità per riuscire a salutarlo (la stretta di mano mi provocò brividi fin sopra i capelli) e scendere nei box.
    
    Il problema è che il suo ballatoio si affaccia proprio sui box e me lo ritrovai sorridente sopra la testa appoggiato alla ringhiera sia prima di entrare nel mio box che dopo, quando ridiscesi dall’auto per ...
    ... chiuderlo.
    
    Ma stavolta la sua espressione era decisamente cambiata e come se non bastasse si stava platealmente stringendo il pacco. Dopo un momento di sconvolgimento misto ad imbarazzo ed una risata di circostanza, vedendo che non aveva intenzione di ricomporsi, gli chiesi se andava tutto bene e lui con espressione da bimbo solo soletto mi disse innocentemente “mica tanto..è che ho proprio voglia e tu stai andando via”.
    
    In pochi secondi mi diedi del deficiente per essermi fatto beccare come un novellino, mi sentii indeciso su cosa fare o dire e mi usci solo un “cazzo ma è tardi devo assolutamente andare” (che a pensarci, con un’occasione del genere, è la cosa più idiota da dire); fortuna che SMILE sempre con la solita espressione imbronciata disse “eh ma almeno una pompa di benvenuto al nuovo vicino di casa è cosa buona e giusta”.
    
    Risi e gli feci cenno di scendere. Un attimo ed era giù e col cazzo già in mano. Che spettacolo!!!
    
    Non solo bello, dritto e duro ma con un tatuaggio simil tribale che arrivava fino a metà. Spinsi SMILE contro il box e mi ci buttai a capofitto succhiandolo come se dovessi cavarci fuori l’ossigeno per vivere, lo infilai fin nel profondo della gola e ricordo che l’effetto del tatuaggio che compariva e spariva nella mia bocca mi fece perdere il controllo.
    
    Smile ansimava e quando non si reggeva in qualche moto al muro, mi accarezzava o ritmava la testa. Quando gli regalai la mia specialità ovvero riuscire a leccare le palle tenendo il cazzo ...
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