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Il Minotauro, parte 1 (racconto gay-fantasy)
Data: 27/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: beast
Col cuore gonfio di ansia sbarcai sulla spiaggia. Arianna e gli altri giovani destinati al terribile sacrificio erano rimasti a bordo della nave che dal Pireo ci aveva condotto all'isola di quell'orrendo mostro. Atene continuava a piegarsi a quella crudele tradizione impostaci dal re di Creta, ma io avevo deciso che avrei provato a ribellarmi, avrei ucciso il Minotauro e messo la parola fine a quella tremenda e disumana imposizione, o sarei morto nell'eroico tentativo. Da qualche minuto mi aggiravo cauto nel famoso labirinto, ad ogni svolta il cuore mi si fermava per l'ansia, ma non incontrai anima viva. Girai l'ennesimo angolo e compresi di essere arrivato al centro del labirinto e nell'alcova del mostro. Era un grande ambiente coperto da un'enorme volta in pietra, pensavo di entrare nella caverna di una belva selvaggia e invece mi ritrovai in uno salone raffinato, lame di luce filtravano da strette feritoie illuminando le pareti laterali, queste erano decorate da eleganti affreschi raffiguranti scene erotiche di uomini, mostri, dei e animali impegnati nei più bizzarri accoppiamenti. Il locale sembrava deserto, ma mi accorsi che in un angolo, su un letto coperto da bianche lenzuola di lino, giaceva addormentato il mio mortale nemico. Mi avvicinai silenziosamente brandendo il corto pugnale con cui intendevo ucciderlo. Mi fermai ad osservarlo, non sembrava orrendo come ci raccontavano i cantastorie nei loro terrorizzanti racconti. A parte la testa bovina, nera di un pelo ...
... corto e lucido, coronata da una maestosa copia di corna lunghe quasi un metro, aveva un bellissimo corpo, maschio, muscoloso e possente, coperto di folto pelo nero, il pene appena nascosto da un leggero telo di lino bianco sembrava enorme nonostante non fosse eretto. La vista di quel pelo nero, di quel membro nascosto sotto il lenzuolo e le immagini erotiche dipinte sulle pareti mi fecero effetto e il pene mi si rizzò sollevando la corta tunica. Rinfoderai la lama, posticipando il mio colpo mortale e avvicinai la mano all'inguine dell'uomo-toro, lo sfiorai e sentii il calore del sesso traspirare attraverso il leggero tessuto. Mi inginocchiai di fronte a lui e cominciai ad accarezzargli il folto pelo sfiorandolo appena con il dorso dellle dita. Sebbene fosse profondamente addormentato, il suo pene cominciò ad avere un'erezione e quando le mie dita passarono sopra un capezzolo, si rizzò quasi completamente, premendo contro il leggero tessuto del lenzuolo che lo copriva. Avvicinai allora il mio viso e gli alitai sul membro, attraverso il lenzuolo. Il mio alito caldo lo eccitò ancora di più. Sempre attraverso il tessuto cominciai a titillarlo con la punta della lingua facendola scorrere lungo il suo membro, bagnandolo con la mia saliva, mentre infilata una mano sotto il lenzuolo gli accarezzavo l'interno delle cosce possenti, l'inguine umido e caldo, i testicoli gonfi e grossi come due pompelmi. Finalmente le mie attenzioni cominciarono a destarlo. Socchiuse gli occhi bovini e per ...