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Una bionda di troppo cap 2
Data: 03/07/2020, Categorie: pissing, Autore: Kyknox
Flavia non fa neanche in tempo ad arrivare alla macchina che già avverte al prima fitta al basso ventre, “cazzo la piscia”pensa tra se non aveva pensato di farla prima di uscire dal locale. Portò la mano destra sotto il poncho e si toccò la passera non né poteva più, “cinque minuti e sono a casa” pensò tra se, rovista nella borsetta in cerca delle chiavi con le gambe incrociate e il busto piegato in avanti le due birre iniziavano a farsi sentire. Mentre guidava teneva la mano sinistra sulla patate “Dio non ne posso più” sentiva le prime gocce bagnargli il tanga aveva dolori tipo parto. Lungo la strada vede una stazione di servizio “forse è meglio che mi fermi” pensa scese di fretta dalla macchina sempre con il busto in avanti e la mano sotto il poncho a tenersi la vescica gonfia, cerca di riprendere un pò di dignità quando arriva davanti al barista della stazione di servizio “Scusi la toilet?” “” E’ qui fuori dietro l’angolo” “Grazie” rispose con un filo di voce, esce gira l’angolo e…”Porca Puttana” esclamò un pullman era parcheggiato li a pochi metri e un intera comitiva si stava dirigendo ai cessi. Continua a tenere la mano premuta sulla figa coperta dal poncho, per un attimo pensa di appartarsi e farla dietro a qualche frasca ma non gli piace rischiare di farsi vedere il culo da qualche sconosciuto. Stringe i denti e torna in macchina. “Merda mi piscio sotto” dice a voce alta tra se lungo la strada c’è un pub che conosce molto bene “il Donegal” li ci sono i bagni accosta ...
... la macchina lungo la strada entra di corsa, sente la sua vescica come un vaso colmo che sta per tracimare “Un succo di frutta e il bagno per favore” “il bagno delle donne è rotte deve usare quello degli uomini “ rispose il barista “Va bene” chi cazzo se ne frega diceva tra se mentre si dirige verso i cessi continua a tenere la mano sotto il poncho a comprimere la figa, quando vede il bagno tira un sospiro di sollievo non c’e la fila appena varca la soglia gli si raggela lo sguardo. E’ una vera e propria latrina, la tazza sporga di urina per terra un lago, non riesce a pisciare li gli fa troppo schifo. Torna al bancone beve appena un sorso del succo paga ed esce. Punto e capo dove cazzo posso liberarmi, invidia le sue amiche che pisciano all’aria aperta senza tanti problemi mentre lei se ne vergogna al solo pensiero che qualcuno possa vederla chiappe all’aria. Come si dice a mali estremi estemi rimedi, lungo la strada scorge un parco pubblico forse posso liberarmi dietro una pianta pensa. Esce per l’ennesima volta dall’auto entra nel parco alla ricerca di una pianta, un posto isolato dove potersi liberare la vescica, ma nulla su una panchina ragazzini che fumano forse erba, cazzo ma andate a dormire pensa tra se gente che chiacchiera o passeggia, “Signora erba?” le chiede un ragazzo di colore “No no grazie” capisce che quel posto non è sicuro per espletare i suoi bisogni, ormai disperata e con le lacrime agli occhi torna in macchina, sente altre gocce di pipi bagnargli il tanga ...