1. Il venditore ambulante 2 -festeggiamenti- iii


    Data: 17/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Soundserio

    ... cantavano al karaoke, altri andarono via, altri ballavano sbronzi. Alessandro dopo il secondo chupito andò via, quella sera doveva vedersi con la tipa. Rimasi seduto a tavolino osservando i colleghi fare baldoria, i pensieri erano offuscati dall’alcol e una volta che anche l’ultimo compagno si alzò dal tavolo il mister si avvicinò. –“Ei campione, allora non festeggi?”- disse sedendosi accanto –“Certo mister. Ma cantando sono una frana, meglio evitare”- dissi ridendo. –“Ci facciamo un’altra birra?”- , -“Perché no” risposi a quell’invito. Quando si alzò per ordinare notai che le sue gambe non erano del tutto stabili, anche Federico aveva alzato il gomito. Tornò con le birre –“Alla nostra salute”- disse facendo cincin e portando il boccale alla bocca. –“Sai che il prossimo anno quando vuoi puoi venire a trovarci ”- , “Lo farò sicuramente mister, non posso mica lasciarvi cosi”- dissi indicando l’intera squadra sbronza, -“Qualcuno dovrà pur mettere un po’ d’ordine”- aggiunsi sorridendo. Continuammo a parlare a lungo su quel tavolo dei miei studi, degli obiettivi che volevo raggiungere ect . Fu la prima volta che tra me e il mister si creò un dialogo cosi confidenziale. Dopo la terza birra domandai –“Posso chiederle una cosa?”- lui annui con la testa –“Mi dica la verità, le sto un po’ sul cazzo? Perché spesso noto che mi guarda storto “- iniziò a ridere –“Ma no, ma figurati! Da te pretendo molto perché sei bravo”- , -“Allora perché ogni volta mi punisce con i piegamenti ...
    ... facendoli fare solo a me e Alessandro ?”- , -“Vedi, gli altri sono pischelli, basta un solo rimprovero e stanno buoni. Tu e l’altro casinista siete un caso a parte, oltre ad esser bravi calciatori, siete due rompi coglioni e un solo rimprovero non basta mai, continuate a fare sempre quello che volete, perciò le punizioni sono più dure”-. In effetti non aveva tutti i torti, io e Ale, ci fregavamo dei suoi richiami e continuavamo a far casino. –“Scusami, devo andare al bagno”- disse alzandosi –“Anch’io me la sto per fare addosso”- , -“Allora chi arriva prima piscia!”- gridò a passo svelto sfidandomi. Non potevo credere alle mie orecchie, Federico era ritornato un bambino con l’alcol. Ovviamente arrivò primo, lo attesi nell’atrio del bagno, una volta uscito entrai io. Quando finii di urinare lui stava nell’atrio sotto l’asciugamani elettrico. –“Sai devo essere sincero, mi dispiace che vai via”- disse con un filo d’imbarazzo mentre insaponavo le mani –“Cosi mi emoziono mister ”- guardandoci sorridemmo e un abbraccio tra noi nacque spontaneo. Durante la forte stretta, che durò qualche lungo secondo, riuscii a sentire il profumo della sua pelle. Era buono, fresco e maschile. Qualcosa tra le gambe iniziò a muoversi. Il mio pene si eccitò di botto andando a sfiorare quello di Federico che dormiva. Diventai rosso e imbarazzato, lui staccò il suo corpo –“Eiei non emozionarti troppo ora”- mi spettinò e ci incamminammo verso la sala. Che figura di merda, non potevo credere che fosse successo ...