1. Il parco


    Data: 31/07/2020, Categorie: Etero Autore: Taurus91

    Ricordo che stavo camminando senza meta per la città. Dovevo partecipare ad una iniziativa, ma, un po� per via dello spostamento obbligato coi mezzi pubblici e un po� per carattere, ero arrivato con due ore d�anticipo. Siccome non mi piace andare al bar da solo (lo ammetto, la solitudine mi mette tristezza) optai per una lunga passeggiata nella zona dell�evento. Il clima non era dei migliori. Il cielo, grigio e nuvoloso, minacciava pioggia. Ciononostante girovagai comunque senza meta. Mi trovavo a metà di un grosso viale alberato quando, d�improvviso, mi sentii chiamare. Voltatomi vidi venire verso di me Laura, una mia vecchia amica. Una vecchia amica (la conosco fin da tempi dell�asilo) per cui, lo ammetto, ho sempre avuto una cotta. E, per un periodo, avevamo avuto anche una breve, ma intensa relazione. Una relazione soprattutto fisica. Vedendola venire verso di me a passo svelto, con il seno pieno, abbondante, sodo che si muoveva danzando dolcemente, mi tornarono alla mente i nostri appuntamenti focosi. Provai una sensazione di calore dentro di me, mentre qualcosa iniziava a muoversi nei pantaloni. Non si era ancora risvegliato del tutto, ma si stava mettendo in posizione, come in allerta. Giunta davanti a me mi abbracciò, gesto che scambiai felicemente stringendola ancora più forte. Dopo i convenevoli iniziò a farmi le classiche domande di rito e mi chiese come mai passavo per quella zona. Le spiegai la situazione e subito decise di tenermi compagnia passeggiando assieme ...
    ... a me. Camminando mi stringeva il braccio, ragion per cui sentivo il suo seno prosperoso accarezzarmi dolcemente. Dovetti fare uno sforzo enorme per evitare una prepotente erezione. Camminando e dialogando arrivammo a fiancheggiare un parco di medie dimensioni. Visto il clima il parco era completamente deserto.�Non sapevo che qui ci fosse un parco!� esclamò Laura, trascinandomi all�interno.Dopo una passeggiata tra gli alberi decidemmo di sederci su una panchina. Laura era sempre più vicina a me. Ora non solo i suoi seni mi sfioravano, potevo sentire tutto il suo corpo sinuoso e magnifico. Parlavo a dirotto, toccando gli argomenti più disparati, pur di distrarmi ed evitare sorprese a sud dell�ombelico. Notato che il parco era completamente deserto fu Laura a rompere gli indugi con una sorpresa. D�improvviso (come era sua abitudine) cominciò a baciarmi e leccarmi il collo. Sapeva che questo mi fa impazzire. Non riuscii più ad evitare l�inizio di una potente e ben visibile erezione. Ovviamente lei se ne accorse subito e, mentre da un lato mi baciava e leccava il collo (intervallando la cosa con dei baci molto passionali) dall�altro percorreva tutto il mio corpo con le sue dita, giungendo ad afferrare il mio pene attraverso i pantaloni. Dopo averlo tastato per un po� decise di abbassare la zip dei pantaloni e, con poche ed esperte mosse, liberò il mio amico. Era molto duro, così duro da far quasi male.�Non me lo ricordavo così grosso e duro� ansimò.Subito dopo si chinò e iniziò a ...
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