1. Il culo di mia cognata


    Data: 06/08/2020, Categorie: Etero Autore: Maxxximissimo

    ... avvicinai alle sue lebbra il mio arnese e prima che le toccassi aprì la bocca per accoglierlo. Entrò in un sol fiato, tutto in bocca, senza resistenza. Si vedeva che era abituata ad altre dimensioni, ma poco importava, avevo il mio cazzo nella sua bocca e stavo godendo di tutte le sue attenzioni. A malincuore, ma con una mossa che serviva a conquistare ancor di più la sua fiducia, lo sfilai da bocca �Oggi il protagonista non sono io, ma sei tu, anzi il tuo splendido culo� Ed abbassandomi ritornai a farla stendere per dedicarmi ancora un po a quello splendido orifizio stretto. La feci girare a pancia sotto ed inarcare un po la schiena, era uno spettacolo quel culo così alto e sodo, per continuare a massaggiare con il dito l�ano e intervallarlo a profonde leccate. Tra una carezza e l�altra spingevo il dito sempre più dentro, notando che l�orifizio cedeva ad ogni mia pressione. Intanto non smettevo con l�altra mano di sgrillettarle il clitoride così che la sua attenzione non fosse incentrata solo sulla sua parte posteriore. Tanto era passionale quel momento che il dito medio usurpò quell�anfratto non provocando neanche un sussulto alla donna ma, anzi, aumentando notevolmente il suo piacere. Al primo dito ne seguì un secondo, che data la mia abbondante salivazione non trovò difficoltà nell�entrare ed iniziare a mandare in estasi la donna. Stavolta l�orgasmo che la travolse fu sconquassante, iniziò ad ansimare a voce alta, senza contegno e si lasciò andare ad un ultimo �si sono ...
    ... venuta, che bello, mettimelo in culo per favore voglio godere ancora.� Questo era il momento di approfittarne. Avevo il cazzo di pietra. La lasciai un attimo sul divano, quasi abbandonandola, andai in bagno e tornanai con il sapone intimo, �così non sentirai niente�. Ne spalmai una goccia solo sul buchetto giusto per agevolare l�entrata e facendola inginocchiare sul divano inarcando la schiena mi consegnava quel buchetto che non vedeva l�ora di essere usurpato. Puntai la cappella sul buco e spingendo con maestria, senza fermarmi, violai quell�orifizio. Qualche lamento di dolore usciva dalla sua bocca ma il mio entrare lentamente senza pause, fece si che si ritrovò il cazzo in culo che la scopava. �Mi fai male, bastardo�. Poteva lamentarsi come voleva, ormai il cazzo era entrato. Dalla mia bocca uscirono poche parole �Pensa a rilassarti, pensa a quanto ti farò godere.� Ed intanto il mio bacino continuava ad andare avanti ed indietro nel suo culo. Col palparle delle tette e con qualche carezza da sotto al clitoride sotto i miei colpi continui e mai irruenti iniziò a rilassarsi ed a godere del trattamento che stavo riservando a quello che fino ad oggi nessun uomo aveva mai avuto la fortuna di avere. Aumentai il ritmo della scopata assecondato dal movimento della sua schiena che accompagnava i miei colpi. Prendendola per i capelli, le tirai la testa verso di me e contemporaneamente aumentai la potenza dei miei colpi. Era in estasi, godeva, e lo si capiva dai gemiti che faceva, ...
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