1. Una sera in ufficio


    Data: 14/08/2020, Categorie: Etero Autore: Berny2

    ... annullata e resa tipo un automa. Improvvisamente sentì le mani di lui raccoglierle i suoi lunghi capelli dietro la nuca e iniziare a massaggiarle le spalle. Non disse nulla e continuò a leggere come se niente fosse. Ma forse un leggero tremito nella voce tradì la sua emozione ed il massaggio divenne più intenso ed eccitante. Si stava sentendo pietrificare. Che cosa doveva fare? Doveva farlo smettere? No, non poteva, era da tanto che sognava questo momento. Poco dopo iniziò a sentire calore, una stupenda sensazione di calore, vicino al collo. Era il suo respiro, potente, profondo. Aveva avvicinato la sua faccia e ora la stava già baciando su collo. Smise di leggere e chiuse gli occhi godendosi quei fantastici momenti. Quasi automaticamente girarono cercandosi, e quei baci furtivi sul collo si trasformarono in profondi baci sulla bocca. Le loro lingue si cercavano vogliose, esplorandosi l'un l'altra in un abbraccio caldo e morbido. La cinse delicatamente attorno alla vita e i baci si fecero sempre più profondi, quasi osceni. Seduta, era completamente in balia di questo ragazzo in piedi dietro di lei, che la baciava e le accarezzava salendo lentamente verso i suoi seni. Li raggiunse e iniziò ad accarezzarli da sopra il vestito bianco che indossava. Buttò il petto in avanti, così che lui potesse averlo tutto a sua disposizione. Lo accarezzava con dei movimenti larghi e poi lo stringeva, sempre delicatamente. Inserì le mani dentro lo scollo dell'abito e sotto il reggiseno; la ...
    ... fece rimase quasi senza fiato quando le sue mani calde strinsero quei morbidi seni ed iniziarono a giocare con i capezzoli ormai di marmo. Andarono avanti ancora un po'. Quel massaggio e quei baci erano paradisiaci e mentre stava iniziando a pensare se tutto fosse finito lì (ti prego, continua, lo implorava dentro di sé...), sentì la mano di lui posarsi sul suo ginocchio. Iniziò un lento massaggio spostandosi gradualmente verso le cosce. Nello stomaco ci fù un esplosione di farfalle e perse improvvisamente qualsiasi inibizione; spalancò le gambe, un chiaro invito a proseguire e a raggiungere la fonte del piacere. La sua mano continuò a risalire (sbrigati cazzo, non ne ne posso, più voglio godere!) e raggiunse finalmente la fica. Iniziò a massaggiarla da sopra le mutandine, ormai fradice; la stringeva delicatamente e poi la rilasciava. Intanto continuava a baciarlo, e più il piacere cresceva più quei baci si facevano profondi. Sentì le dita di lui cercare l'orlo dello slip ed insinuarsi sotto. Si sentì accarezzare la morbida peluria e finalmente le dita raggiunsero la sua figa aperta e bagnata. Fu penetrata da un dito, e poi subito da un altro. Rovesciò la stessa all'indietro ed iniziò ad ansimare. Lui si staccò da lei, inginocchiandosi di fronte alle sue gambe aperte; le sollevò il vestito oltre la vita ed iniziò ad abbassarle le mutandine. Lei si aggrappò alla sedia ed inarcò la schiena per facilitargli quel piacevole lavoro; si ritrovò così a gambe aperte e con la figa nuda, ...