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Menatplay: simone e luigi
Data: 22/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... benedizione e mi dirigo laddove necessità richiede. Nell’elegante locale di servizio, marmi e fregi pregiati sono sapientemente illuminati da un gioco di faretti nascosti che donano all’ambiente un’atmosfera soffusa. I lavabi sono sospesi su piani di cristallo scuro e trasparente. Gli orinatoi mi sembrano di puro oro bianco (e non semplicemente d’acciaio laccato). E non oso pensare alle tazze dei cessi! Mi slaccio la cintura, sbottono la patta, estraggo l’uccello accingendomi a mingere, quando la porta si apre ed entra Roberto che si apposta accanto a me: “Come si dice in questi casi? Chi non piscia in compagnia…” “Ma lei è lo stimato Presidente di una società – rispondo mentre gli vedo compiere le mie stesse azioni ed abbassare lo sguardo sul mio ‘lui’ – non dovrebbe lasciarsi andare a simili cadute di stile!” ed estrae un uccello dalle dimensioni ragguardevoli, scoprendo anche il lungo sacchetto scrotale rivestito di pelo scuro. Arretra la pelle del prepuzio, esibendo una cappella davvero notevole, dal cui orifizio comincia a cadere la famosa pioggia dorata, tanto cara a qualche fetish! “Un po’ di ironia non ha mai ucciso nessuno…- e continua a puntare ‘lui’ con lo sguardo – Che c’è? La sto forse mettendo in imbarazzo? – mutismo – Spero di no! Deve sapere che in genere mi piace ammirare ciò che è bello e, se possibile, prendermelo!” L’affermazione mi lascia di stucco: a cosa avrà voluto alludere? Chissà se avrò mai modo di saperlo! Nell’attesa, ...
... dopo le vigorose sgrollate del caso, risistemiamo i topi nella tana, e ci riuniamo a Federico. “Hanno rimandato l’incontro di stamattina. Non hanno risolto i problemi con l’impianto elettrico… - le luci di sala riverberano, per spegnersi definitivamente - Come ora!” “Allora direi – guardo l’orologio – che possiamo procedere con il trasloco!” “Ti accompagno…” e luce fu! “Veramente avrei bisogno di lei per ottenere alcuni chiarimenti sulla nostra proposta di partnership con la Società del signore – e mi indica - se non le spiace, il trasloco lo dovrà fare da solo…” “Nessun problema!” e mi dirigo all’ascensore dove ad accogliermi trovo il magnifico lift. Alto, moro, prestante e con l’intramontabile paio di occhi neri e di bicipiti, facilmente individuabili attraverso la livrea indossata. “Quarto piano, per favore!” e le porte si richiudono lasciandoci soli nell’enorme cabina che prende lentamente a salire. “Lo so… Signore!” Ma che fa, ammicca!? Allora vuol dire che… Mi giro e gli pianto in faccia il mio miglior sguardo seduttore. Lui rimane impassibile. Provo allora ad avvicinarmi e a sfiorarlo leggermente, facendo scivolare una mano sul mio pacco. Lui rimane impassibile. Mi metto dietro di lui e comincio a stuzzicarlo, soffiandogli sul collo. Lui reagisce: “Signore… Volevo informarla che io sono in servizio… E che l’ascensore è dotato… – un altro riverbero improvviso, e poi il buio. Scatta la luce d’emergenza – Dicevo…” “Me lo dirai ...