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La passeggiata serale
Data: 24/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
Permettete che mi presenti. Sono Andrea, ho 28 anni e sono gay ormai convinto. Sono piccolino di statura ma ho un fisico in ottime condizioni: non mi posso lamentare. Dopo la laurea in Economia ho lavorato in diverse ditte private ma la svolta è venuta quattro mesi fa, quando sono stato assunto in una banca. Ci sono riuscito grazie al direttore di una filiale della stessa banca, dove andavo per gestire il conto di una società dove lavoravo. Abbiamo fatto amicizia e, colta l'occasione di nuove assunzioni, mi ha favorito e sono entrato. Certo, adesso per un anno almeno sono in prova e seguo corsi di preparazione. Inoltre, per far questo, mi sono dovuto trasferire dal mio paese a Roma. Non è che abbia sofferto per il trasferimento, anzi. Ho preso un piccolo appartamento in affitto e sono finalmente libero di... divertirmi. Non sò se mi avete capito. Qualche volta vado in discoteca, nelle serate gay, ma non spesso perché non posso ancora permettermelo. Però quasi tutte le sere me ne vado in un posto appartato dove si ha la possibilità di rimorchiare. Non sempre riesce bene. A volte trovo dei cessi coi quali faccio qualcosa per "rabbia di fame" e a volte torno a casa sconsolato e con la "coda tra le gambe". Belle occasioni, poche. La più bella un mese fà, almeno sotto certi punti di vista. Ero lì che passeggiavo alla luce fioca dei pochi lampioni che ci sono quando adocchio un maschio veramente bono. Alto, un fisico perfetto, muscoloso. Sui quaranta. Barba non fatta da un ...
... giorno. Portava un t-shirt aderente che metteva in mostra i bicipiti e le braccia, delle quali una interamente tatuata, e dei pantaloni talmente aderenti da mostrare un pacco di tutto rispetto. Insomma era da sbavare. A parte però i tatuaggi, che non amo molto ma fanno tanto "maschio vissuto". Forse quella sera sarei stato fortunato, visto anche che non avevo molta concorrenza piacente intorno. Lo guardo interessato. Anche lui mi guarda ma non sembra darmi molto peso. Ripasso e lui sembra essersi accorto di me. Passo ancora più vicino e lui mi ferma con un sorriso. "Dio, quanto è bono", penso. "Ciao", mi dice. Non mi sembra vero! "Ciao", rispondo. E lui: "Che fai da queste parti?". Io, con la voglia che avevo e deciso a non perdere l'occasione, gli rispondo diretto: "Sto cercando un cazzo". Scoppia in una risata. "Viva la faccia della sincerità! Vai subito al dunque, tu". "Perché no? Perché perdere tempo? Tu mi piaci". "E tu come fai ad essere sicuro che io ci sto con te?". "Non lo sono, infatti, ma ci provo". "E se tu non mi piaci? Se, per esempio, cercassi anch'io un cazzo?". "Beh, almeno mettiamo subito in chiaro le cose". Ride ancora. "Però io sto qui perché aspetto un amico". "Ah, ecco!", rispondo deluso pensando che stessero insieme. Mi ha letto nel pensiero: "Ma non è come pensi. Anche lui cerca un bel culetto, come me. Siamo tutti e due attivi". Il cuore mi torna a sperare. "Io mi chiamo Andrea, piacere" e gli porgo la ...