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La mora e la bionda- Parte2
Data: 27/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Semiramis
Stavo già immaginando una lenta agonia nei banchi di scuola appesantita da un’orda di professori infuriati, quando, preso dallo sconforto e da una buona dose di rassegnazione, mi sdraiai sul letto in camera mia. Iniziai così a rilassarmi e per stemperare la tensione, giacché ero solo, mi spogliai: ero deciso a dedicarmi un po’ di tempo. Presi il pene tra le mani e iniziai a toccarlo. Lo passavo da una palmo all’altro poi lo scapocchiai e inizia a toccarmi il frenulo ero nel pieno del piacere quando sentii squillare il cellulare. Con il cazzo che ondeggiava qua e là mi fiondai sullo smart-phone e risposi. ” Pronto?” Una voce sensuale delicata e con un forte “r” moscia mi stava parlando, riconobbi subito la persona. ”Silvia sono io dimmi…” risposi con tono meravigliato. Colei che mi stava chiamando era una tra le ragazze più intelligenti e aperte, anche se un po’ troppo a volte, della mia classe di ventisei alunni. Secondo i pettegolezzi lei e la sua amica ne combinavano di tutti i colori ed era ricca sfondata. Iniziammo con le solite formalità e mentre chiacchieravamo mi venne da pensare alla sua bellezza, era una ragazza perfetta! Aveva un fisico sinuoso, un modesto sederino, una terza di seno e degli occhi castani che ipnotizzavano tutti ma le cose che più mi piacevano di lei erano la sua pelle soffice e delicata e le sue labbra carnose. Inoltre un’altra caratteristica che la contraddistingueva erano i suoi capelli lisci e dal colorito scuro che le avevano fatto guadagnare ...
... il nomignolo de “la Mora” anche per distinguerla dalla sua amica che aveva il suo stesso nome ma capelli di colore opposto. Dopo i soliti “come stai?” lei mi accennò il motivo della sua chiamata. ”Ho sentito che sei un po’ indietro con i compiti e ho pensato di poterti essere d’aiuto ultimamente io e Silvia, siccome siamo in ritardo con gli assegni, ci vediamo a casa mia per studiare e, visto che tu sei nella nostra stessa situazione, volevamo chiederti se sei disposto a darci una mano” mi disse ed io accettai subito, precisando la mia situazione, e confermai la mia presenza per l’incontro del giorno dopo per le quindici e trenta presso la sua “modesta” abitazione. Finita la telefonata tornai al mio momento di relax: feci tornare su il pene e lo lubrificai di nuovo con tanta saliva e continuai a masturbarmi mentre nella mente mi iniziarono a passare davanti fantasie di tutti i tipi poi mi bloccai. Mi venne un’improvvisa voglia di cazzo. Non ne ciucciavo uno da tempo e mi venne un forte desiderio di essere posseduto da un uomo. Con il cazzo tra le mani mi ficcai un dito in bocca e inizia a stimolarmi l’ano e dopo poco mi ritrovai con due dita nel culo che entravano e uscivano, la voglia di farmi scopare e un cazzo di marmo che pulsava poi mi venni copiosamente sulla pancia. Raccolsi lo sperma col dito e lo ingoiai. Dopo essermi ripulito, soddisfatto, corsi a farmi una bella doccia. “Amore ho fatto quello che dovevo fare” disse la Mora “Ottimo io invece devo sistemare un’ultima ...