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Stuprata alla stazione
Data: 31/08/2020, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Autore: Sara_monella
Come spesso accade da tre anni, da quando sto con il mio attuale fidanzato, eccomi sul treno per tornare a casa dopo aver passato la giornata con lui. C�è veramente poca gente questa sera sul treno, nelle mie vicinanze ci sono giusto un paio di extracomunitari, due brutti ceffi sui 45 anni, io ne ho circa una ventina in meno. Sono vestita leggera: magliettina, gonna di jeans un po� larga, scarpe aperte con la zeppa alta. Non sono una super gnocca, ma ho un bel corpo, un bel viso e un bel paio di gambe. A parte quello che pensa il mio ragazzo, che è di parte, posso dirvi che per esempio i suoi amici mi considerano un bel bocconcino. I due extracomunitari, che scopro in seguito essere albanesi, mi guardano in maniera penetrante, mettendo gli occhi soprattutto sulle mie cosce. Devono essere molto arrapati. Faccio finta di niente, il viaggio è breve. Quando il treno si ferma nella piccola stazione della mia cittadina scendo e mi incammino verso l�uscita. Mi sento seguita e c�è praticamente il deserto in stazione. Poco dopo quattro mani mi afferrano, una delle quali va a tapparmi la bocca. Quelle mani ruvide e forti mi spingono verso una zona della stazione decisamente appartata, dove nessun eventuale passante potrebbe vedermi. Quando finalmente riesco a vedere in faccia i miei aggressori riconosco gli extracomunitari che erano nel mio vagone sul treno. Immediatamente penso tra me e me: �Maledizione i due arrapati�. Uno dei due, mentre l�altro mi tiene ...
... ferma con la forza, mi mette un coltello alla gola e con decisione mi dice: �Stai zitta e fai quello che ti diciamo di fare�. Terrorizzata non emetto un fiato, ma lui non è contento e aggiunge: �Mi hai capito puttanella? Rispondi�. Io per non contraddirlo rispondo impaurita �Sì ho capito�. Subito dopo mi toglie il coltello dalla gola e mi ficca la sua lingua in bocca, mentre l�altro continua a tenermi ferma. Istintivamente cerco di ritrarmi con la testa ma lui si incazza, mi rimette il coltello alla gola e mi dice: �Non mi sembra che hai capito, devi collaborare�. Devo collaborare, ha ragione, non voglio rischiare assolutamente niente. Quando torna ad infilarmi la lingua in bocca stavolta ci inizio a pomiciare. L�altro mi molla per un momento, sento che armeggia con una zip e poi torna a tenermi ferma. Mi prende una mano e se la porta sul suo cazzo, facendomelo impugnare. è grosso e sento che diventa immediatamente duro. L�amico continua a limonarmi, palpandomi le cosce, il culo, le tette. Mi mette anche lui il cazzo in mano, quella non ancora occupata. Poi smette di pomiciarmi e riesco a vedere i loro cazzi. Mentre li ho ancora nelle mani mi scappa un �Oh Dio che mazze!�, e uno di loro replica: �Che c�è, il tuo ragazzo non ce l�ha grosso così?�. Io non rispondo, perciò l�altro torna a mostrarmi il coltello dicendomi: �Il mio amico ti ha fatto una domanda troia!�, io allora mi faccio coraggio e dico: �No il mio ragazzo non ce l�ha così grosso�, e quello ribatte: ...