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Fior di loto
Data: 11/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: pennabianca
Mi chiamo Roberto, ho trentasei anni e di professione faccio autista di bus da noleggio da quasi dieci anni. Sono alto, capelli e occhi neri, un bel fisico che mantengo facendo molto sport, per bilanciare la mia vita sedentaria. Mi piace il mio lavoro. In genere la guida ti dice dove devi andare, tu devi solo guidare il bus. Mi porta in giro per l’Europa, sempre con turisti di tutto il mondo, e le avventure non mancano. La storia che voglio raccontare è successa circa tre anni fa. Le guide in genere sono donne, e la volta che conobbi Yoko fu tutta particolare. Il mio capo una sera mi dice: “Domani carichi a Roma, turisti giapponesi, vai in Toscana, Umbria e Venezia.” Mi affida il programma e via. Il giorno dopo all’aeroporto di Fiumicino carico cinquanta piccoli giapponesi, e la loro guida. Yoko, una fichetta molto carina. Mi prende in disparte e mi chiede se conosco i posti dove andremo, è la prima volta che viene in Italia, parla quasi bene la lingua, ma vuole fare bella figura e chiede il mio aiuto. Mi rimane subito simpatica. È la classica giapponesina, anche se, sembra un po più alta della media, e ha due tettine che appena spingono in avanti il tessuto della camicetta, ma è nell’insieme carina. Decido di stare dalla sua parte. Mi fa morire dal ridere quando mi chiama Lobelto, la erre per lei non esiste, si scusa facendo inchini, tutti ti salutano sempre con l’inchino. Il resto del gruppo è composto per lo più da persone anziane, molto educati e tranquilli, ...
... tranne quando siamo il viaggio, scattano foto a tutto. Ci sono anche due tipette che si interessano un po’ a me, ma la presenza continua di lei, non lascia a loro molto spazio. Il viaggio parte tranquillo, da Roma andiamo in Toscana, salendo lungo la via, passiamo prima per Tarquinia. Arrivati qui, la ragazza dimostra tutta la sua, tanta preparazione teorica, ma la scarsa conoscenza pratica. In questo le vengo incontro io, lei fa una buona figura e io guadagno “punti.” Poi andiamo su verso Viterbo, altri punti per me. Mi piace, è molto simpatica, e tremendamente inesperta di trasporti turistici italiani. Fa di tutto per imparare, e per questo non propone nulla se non mi ha consultato. Pranzo sul lago di Bolsena, e poi via verso il nostro albergo a Chianciano, li sarà la base da cui ci muoveremo nei prossimi giorni. Arriviamo quasi a sera, per le innumerevoli soste per scattare le solite 1000 foto al secondo, ci troviamo per la cena, tutti mangiano e poi vogliono girare per la cittadina. Nonostante siano stanchi per il viaggio, io le propongo una serata libera, domani avremo molto da girare e vedere. Lei acconsente. Le chiedo poi, se vuole vedere un posto speciale che conosco da quelle parti. Mi guarda con l’aria incuriosita e poi dice ok. “Bene, allora ascoltami, mettiti una comoda tuta e prendi un costume, accappatoio che andiamo a fare il bagno in un posto che pochi conoscono.” Dopo pochi minuti torna, andiamo. Percorriamo circa dieci minuti di strada a piedi e ci ...