1. Con lui ... nel paesino (4) e fine


    Data: 15/09/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: rosamatura60

    Con lui … nel paesino (4) e fine
    
    Piacere, cercavo di nuovo solo quello mentre bendata fin all’inizio, sentivo le mani di lui, del mio lui massaggiarmi delicatamente la vagina, a far crescere fino ad ogni invalicabile confine l’attesa e mentre lei si dedicava ai miei seni legati da troppo tempo che erano diventati un unico lembo di carne dura, protesa nell’aria, immaginavo di un ormai rosso cupo. Sentivo il suo pene duro giocare con le mie grandi labbra, sentivo che lo muoveva intorno alla mia entrata a volte poggiandolo sul clitoride, donandomi scariche elettriche al cervello, mi sentivo scossa da mille tremiti e quando lei stringendomi ancora un poco i seni, posò le sue labbra sulle mie, non mi sottrassi, per la prima volta baciavo una donna, la baciavo ospitando la sua lingua nella mia bocca, giravo vorticosamente la mia lingua con la sua e poi chiedevo ospitalità nella sua bocca. Quella nuova sensazione era un’ulteriore delle molteplici provate quel fantastico pomeriggio, mi prendeva alla testa, quel bacio era di pura passione, stavo donando tutta me stessa a quella lingua e ricevevo tutta lei in me, nelle sensazioni che dal palato si dirigevano, inesorabilmente, al mio basso ventre.
    
    Fu allora che svenni, lui, notata la mia passione nel baciare la donna sconosciuta improvvisamente ruppe gli indugi. Con un solo colpo entrò prepotentemente nella mia vagina, il mio corpo fu attraversato da mille stelle quasi dolorose, piacevoli e dolorose e non lo sopportò. Avevo ...
    ... raggiunto l’apice del piacere, oltre c’era solo il buio e nel buio caddi, per lunghi istanti non capii più nulla, volteggiavo in un eremo sconosciuto e fantastico ove era solo buio, ma era buio magico, accogliente, piacevole e pian piano mi resi conto che ero in preda ad una vera e propria emorragia di umori, che erano bastati pochi colpi per farmi venire ancora una volta. Quel godimento, che era stato preceduto così lungamente dagli spasmi dell’attesa era troppo forte, sarebbe stato troppo forte per chiunque e lo fu anche per me. Quel torpore immaginifico stava percuotendo il mio corpo, gli umori continuavano ad esplodere nella mia vagina, mischiati al capace andirivieni del suo pene nella mia vagina e mentre lui continuava la superba cavalcata lei, finalmente, slegò i miei seni. Ed io provai un’altra sensazione sconosciuta. Erano stati legati a lungo, lui poi mi disse erano paonazzi e quando furono slegati i corpi interni ricominciarono a pompare sangue per riassumere, pian piano, la loro naturale dimensione, era una sensazione dolorosa, dolorosissima, ma, incredibilmente, in quel particolare frangente, quella sensazione di dolore non faceva che aumentare il mio piacere e le mie secrezioni. Conseguenze che lui conosceva evidentemente bene, per un momento mi trovai a pensare quante volte le avesse escogitate con altre donne, ma mi accorsi che non me ne importava nulla. Ero io ora la regina, colei che stava letteralmente morendo d’amore e di passione ed i miei flussi irrefrenabili ...
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