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Cello song
Data: 20/09/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
CELLO SONG "Faccia strana, dagli occhi così imperscrutabili ma sinceri in fondo tu sai bene che non hai nulla da temere perché i sogni che hai avuto quando eri così giovane ti hanno parlato di una vita in cui sboccia la primavera " Faccia strana e occhi imperscrutabili. Ci incontriamo al buio ed è un incontro rubato alla fretta. Poche righe, poche parole, uno spiraglio su un mondo che mi affascina e mi incanta. Io donna matura, tu ragazzo. Ma i ruoli si invertono in questa notte tutta sbagliata ed io divento creta tenera e malleabile fra le tue mani. Ti basta sfiorarmi il dorso di una mano per regalarmi brividi in tutto il corpo. Pensavo fosse letteratura di serie B, mi accorgo che certe cose esistono. Le tue dita sul dorso della mia mano. Bastano quelle. Mi sembra di avere la febbre. E allora non c'è tempo: non c'è tempo per un caffè, per un bicchiere di vino, per uno sguardo alla luce. Bastano i neon del parcheggio e corriamo verso quattro pareti e un letto che per meno di due ore saranno il nostro universo. "Sembreresti così fragile nella notte fredda quando la furia delle emozioni si scatena per andare a combattere ma mentre la terra sprofonda nella sua tomba tu salpi verso il cielo navigando sulla cresta dell’onda." Mi dici che sono bellissima e a me piace crederlo e ti mangio con la bocca, con le mani, con gli occhi. Bello da togliere il fiato, maschio da fare male all'anima. Non ho più forza se non ...
... quella di ubbidirti, non ho più volontà che non sia la tua. Mi spogli, ti spogli, affondi il viso fra i miei seni. Ti eccita la mia fisicità, così unica, così particolare. Viso, lingua, mani, cazzo, tutto affonda nella morbidezza della mia carne. Sei un fiume in piena e mi inondi di parole. Tu comandi, io obbedisco, docile come una bambina. Una bambina di cinquant'anni, divenuta giocattolo fra le tue mani imperiose e sapienti. Forse mi chiedi se mi piace il tuo cazzo, mentre me lo infili in gola forzandomi con violenza e io fatico a contenere in me la tua carne, dura come marmo, rovente come fuoco. Mi rigiri a tuo piacimento, cagna a quattro zampe che aspetta solo di appagare i desideri del suo padrone e mi prendi con forza. “Scriverai qualcosa su di me?” mi dici più e più volte. Poi decidi di prenderti tutto. “Che cosa provi?” “Paura.” “Paura?” “Paura di sentire male. Paura di te. Sei uno sconosciuto.” Mi prometti che non mi farai male e mantieni la parola data. Violi il mio corpo, ne fai quello che vuoi. Mi cuci addosso un vestito di parole. Io grido e piango, paura, sollievo, piacere. Vieni e poi ti allontani. Quando torni da me, capisco che stai per scappare via. "Allora dimentica questo mondo crudele al quale appartengo io mi siederò ed aspetterò cantando la mia canzone e se un giorno tu dovessi vedermi in mezzo alla folla tendimi la mano ed aiutami a salire per farmi stare accanto a te sulle nuvole." Le tue ...