1. L'inizio


    Data: 07/10/2020, Categorie: Etero Autore: DamaNera

    E' la prima volta che scrivo un racconto, anzi, è la prima volta in assoluto che racconto a qualcuno le mie esperienze. Ma tanto siamo sul web, c'è l'anonimato! Mi chiamo Elena, ho 26 anni, e non vi dirò da dove scrivo i miei racconti per ovvi motivi di privacy. Sono alta 1 e 72 senza tacchi, capelli neri e lisci (anche se amo farli mossi), carnagione chiara, pelle morbida e liscia, 4° abbondante di seno e un bel culetto sodo che qualcuno ama schiaffeggiare e che, ogni volta, attira lo sguardo di parecchi maschietti in giro per la città. La mia prima esperienza con il sesso, l'ho avuta proprio a 18 anni. Certo, sapevo già molte cose e soprattutto ne avevo visti di filmetti porno, forse più di qualche mio amico maschio, ma con la pratica ero davvero a zero. Mi masturbavo e basta. Arrivò l'estate, ero finalmente maggiorenne, e mi venne voglia di fare la mia prima esperienza lavorativa nel bar di una spiaggia il cui proprietario era amico dei miei genitori. Ero al settimo cielo! Non avevo mai lavorato e l'idea di ricevere il primo stipendio mi portava sulle stelle. Quell'estate, particolarmente afosa, il bar era sempre pieno di gente e il proprietario mi diceva che era tutto merito mio. Dicendo questo, ogni tanto, mi dava una leggera pacca sul sedere a cui non davo poi tanta importanza, e questo deve averlo spronato a spingersi oltre. Una mattina, infatti, ero da sola al bar e siccome era molto presto avevo deciso di mettermi un po' in libertà, restando quindi con il costume ...
    ... visto che per lavorare indossavo una maglietta e dei pantaloncini. Il costume era composto da un bikini che copriva a stento il mio seno, e un perizoma. Bianchi entrambi. Sfortuna volle che proprio quel giorno doveva arrivare il fornitore per portare altre bibite e altri gelati. Lo vidi entrare, era un bel ragazzo moro, con un bel fisico, a petto nudo. Era inutile nascondermi, e con estremo imbarazzo lo condussi sul retro, visto che era lì che tenevamo le bibite in fresco. Lui, con gli scatoloni tra le mani, mi chiese se potevo aprirgli il frigorifero in modo tale che potesse scaricare facilmente la roba. L'ondata fredda proveniente dal frigo mi travolse, facendo inevitabilmente indurire i miei capezzoli che si vedevano chiaramente oltre il tessuto del bikini. Indietreggiai, e il mio sedere si posizionò proprio davanti a quello che mi sembrava essere il suo cazzo duro. Fece finta di niente, e si piegò in avanti per infilare le bibite nel frigo. Ormai il mio culo aderiva al suo cazzo, e lo sentivo chiaramente premere nell'insenatura delle chiappe.-Scusa...- Dissi io-Non preoccuparti, anzi, se vuoi...- Rispose lui, e mi mise una mano sui fianchi, portando il suo corpo ad aderire al mio, mimando lentamente l'atto sessuale tenendomi alla pecorina. Non riuscivo a dire nulla, sentivo la sua mano muoversi verso il seno mentre con l'altra mi teneva stretta e bassa. Eccolo, aveva afferrato il mio seno e lo stava massaggiando. Cercai di girarmi, ma non per liberarmi. Volevo baciarlo. ...
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