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Appartamento universitario
Data: 08/10/2020, Categorie: Etero Autore: Gibarian
Domenica mattina, sono solo in appartamento, i miei coinquilini sono tornati a casa per il week end.Mi alzo e vado in bagno, voglio rilassarmi. Mi spoglio e mi faccio la barba. Mi guardo allo specchio, non male come fisico, ho voglia di scopare. L'occhio mi cade sul cazzo e in un lampo decido di radermi anche la sotto, ma non del tutto, uso le forbici. In piedi davanti allo specchio prendo una ciocca e cerco di decidermi sull'entità del taglio, "Ma che cazz..?", la porta si apre.Una voce visibilmente imbarazzata, "Scusa, credevo di essere sola in casa e volevo farmi una doccia!"Non so che dirle, che figura del cazzo, "Pensavo la stessa cosa!", se ne va silenziosamente.Fanculo, mollo tutto e m'infilo sotto la doccia, voglio lavar via la figura di merda.M'insapono con cura il pube e massaggio con delicatezza lo scroto. Poteva almeno bussare, mi ha beccato nudo con le forbici sull'uccello, che cazzo avrà pensato? Posso anche metter via la speranza di scoparmela...Già, era stata Valeria, la mia coinquilina figa, ad aprire la porta. Era un anno che abitavamo assieme in un appartamento per studenti ed era un anno che morivo dietro a quella rossa di fuoco, senza darlo a vedere in realtà. Si dice che tra coinquilini è meglio evitare certe cose, sarebbe troppo strano. Ma è anche vero che l'istinto non si comanda e spesso e volentieri (molto volentieri) mi soffermo con lo sguardo su di lei, apprezzandone ogni centimetro a me visibile. Il resto lo ricostruisco a fantasia e non è ...
... davvero niente male!L'insaponatura del pene si sta lentamente trasformando in una sfacciatissima sega mentre penso a lei. Le sue gambe lunghe e slanciate, le cosce da aprire che non ho mai potuto vedere nude, una buona terza da strizzare. L'immagine dei suoi capelli ricci e rossi che ondeggiano sul mio cazzo mentre me lo succhia con cura certosina come un gelato che sta colando, il suo sguardo profondo, penetrante grazie a due occhi tanto scuri da non distinguere l'iride dalla pupilla me lo fanno diventare di marmo. La mano va su e giù velocemente, quasi con furia, fantasticare su di lei mi eccita come un animale. Metterla a pecora, aprirle il culo e sbatterla nella figa mentre urla di piacere, pompare più forte prendendola per i suoi ricci di fuoco e tirarli un po' per a farle inarcare la schiena come una puttana, un sogno. La mano si fa più stretta, sono vicino al capolinea, il pensiero ricade sulla sua bocca piena del mio cazzo e piegato dallo spasmo vengo abbondantemente.Vado in cucina a preparare qualcosa da mangiare, Valeria è seduta a leggere una rivista con le gambe sul tavolo, la pelle bianchissima. Un paio di pantaloncini molto corti le espongono quasi del tutto le cosce, che voglia. "Ehi, mi togli una curiosità?", mi ridesto."Certo dimmi pure...""Cosa stavi facendo prima con le forbici?", oddio, me n'ero dimenticato, che palle."Beh, m'era venuto in mente di accorciarmi il pelo, eheh", mi tocco i capelli, la mano è sudaticcia."E com'è venuto?", ma che domande fa? Il ...