1. La mia studentessa (parte prima)


    Data: 09/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: SweetSweetHolySlut90

    vevo ancora qualche gancio nell'università e così decisi di cercare di risalire alla fugace, quanto disarmante, studentessa per poterla avere ancora. Di certo non era un momento della mia vita in cui mi mancavano le avventure, o le storie di sesso, ma quell'assurda, quanto irreale scopata nell'aula informatica, perchè di questo si era trattato, mi aveva lasciato bramoso di lei. Sapevo che non era e non poteva esser così, ma mi piaceva illudermi che fosse frutto dell'alchimia, del desiderio dell'uno per l'altra e non solo l'ennesima prova di “coraggio” di lei con uno sconosciuto, o l'ennesimo orgasmo viziato dal rischio di esser scoperta. Dopo un paio di settimane una mail dal mio amico, nonché spesso collaboratore free lance nei servizi fotografici, mi diede qualche dritta in più su di lei, tipo dove abitasse, l'età, ed un po' di pettegolezzi o poco più. Un paio di volte andai persino al bar dove lavorava fingendo di esser lì per puro caso, ma entrambi i giorni non era di turno e così, vuoi per un po' di insano orgoglio di abbassarmi a farle la posta, vuoi per lavoro, vuoi per altre ragazze, finii per lasciarla perdere. Passò un altro mese circa. Era un giovedì un po' scazzato, poca voglia di andare a boxare, ancor meno di andare a letto, nessuna amichetta pronta all'uso, per di più senza neppure troppa fame. Al cinema davano un cartone di Hayao Miyazaki. Sala semi vuota, un paio di ragazzetti sotto lo schermo, una ragazza a metà fila e qualche gruppetto di ragazzine. Era ...
    ... già iniziato da due minuti, perciò mi misi in fondo alla sala. A fine primo tempo la ragazza si alzò, senza voltarsi e immediatamente mi sembrò di riconoscere il tatuaggio. Mi alzai e la segui verso i bagni.
    
    Due minuti dentro ed eccola fuori. Una gonna morbida, una t-shirt ed un giubbotto molto maschile, tipo quelli da fan del football americano. Non so se restò più stupita lei o più sorpreso io, ma le fui in un attimo addosso, spingendola verso la parete dei bagni, e baciandola sul collo. Sembrava quasi inerme, inebetita, poi le passai la mano sotto la gonna e la sentii sussultare. Disse solo: Seguimi in sala- e mi carezzò l'uccello duro. Il mio posto, piuttosto isolato era ancora là, libero. Appena a sedere le allargai le cosce e cominciai a stuzzicarle il clitoride spostandoti di lato le mutandine ed abbassandole le calze. Avevo una voglia matta del suo sapore, mi chinai e iniziai a passarci la lingua su. Mi piaceva il suo odore di umori e pipì, mi piaceva e lo volevo da molto. Poi presi e le strappai le calze, mentre avevo tirato fuori il cazzo, gonfio e voglioso. La giornata stava prendendo una piega inaspettata. Davanti si godevano il film. Segandomi le spinsi la bocca sull'uccello, quasi con rabbia, infilandoglielo, forte, tutto in gola, facendola sussultare e tossire. Sentivo la saliva scivolarmi lungo la mia erezione, bagnarmi le palle, vedevo fili di saliva uscirle dalla bocca, e più i suoi occhi sembravano lacrimare, più la sua gola si lasciava scopare. La spinsi ...
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