1. Madama la contessa -1-


    Data: 19/10/2020, Categorie: Etero Autore: cpelcabo

    MADAMA LA CONTESSA
    
    Il caldo era liquido.
    
    La contessa Francesca Maria Felicita Serbelloni Vien du Marrais posò le “Relazioni pericolose” a faccia in giù sul lettino e si guardò attorno.
    
    Ormai la limonata, sul tavolinetto era tiepida e imbevibile.
    
    Cercò con gli occhi la Marta. Non era a portata di voce, ma non aveva né la voglia né la forza per alzarsi. Sperò che per qualche insana ragione uscisse dalla frescura della casa o fosse sorprendentemente così intelligente da pensare che Lei avesse qualche necessità… Si fermò ad osservare con un pizzico di ammirazione il giardiniere che, imperterrito, continuava ad accatastare legna, rami, erba secca e altri vegetali vari al limitare della radura. Sembrava che per lui il caldo non esistesse. Comunque la sua schiena luccicava di sudore.
    
    Non aveva capito se fosse a causa del caldo o di quello che stava leggendo, ma il suo costume mostrava inequivocabilmente che la sua passera sudava. Si alzò stancamente, strisciò verso il bordo della piscina e si lasciò cadere all’interno. Ormai era la terza volta che provava a rinfrescarsi ma aveva notato che l‘acqua diventava sempre più tiepida. Consultò l’orologio e constatò, con fastidio, che il tempo stava volando.
    
    Alessandro aveva finito di accatastare le sterpaglie e aveva acceso gli arbusti. Il fuocherello iniziale era cresciuto velocemente. Sarebbero diventate cenere in breve tempo, sotto il suo sguardo vigile che controllava la combustione.
    
    Non aveva intenzione di salire ...
    ... dall’altra parte dove c’era la scaletta, perciò, anche se con un certo sforzo, si tirò su e si avviò verso il patio. Nel breve tragitto le sembrò di essere già asciutta: entrò nell’ombra e senti subito che, in effetti, non lo era affatto.
    
    Attraverso la vetrata vide Marta che stava spostando alcune sedie. Sicuramente aveva già predisposto quanto necessario per la serata. Lei francamente non ne aveva assolutamente voglia, ma ormai era un’abitudine consolidata: il 14 Luglio era ormai la data del rinfresco di mezza estate di casa Serbelloni.
    
    Non che gli invitati le fossero particolarmente antipatici, erano ormai tutte vecchie carampane ammuffite, le “amiche” della mamma, buonanima. Solo la Vale aveva meno di sessant’anni e solo per la sua presenza, sempre inequivocabilmente sopra le righe, si riusciva ad avere una decente presenza maschile.
    
    L’anno prima si era presentata con un bellissimo vestito blu elettrico, leggerissimo, trasparentissimo e senza dubbio osceno. Man mano che gli occhi degli uomini la fissavano, lei si eccitava sempre più. I capezzoli cercavano di forare il vestito e si vedevano queste bellissime, gonfie fragole. Aveva fatto arrapare tutta la popolazione maschile, compresa quella che non poteva ormai più far danni.
    
    Alle 10 era scomparsa; mi descrisse con dovizia di particolari come si era fatta ripetutamente sbattere da tre signori non più giovanissimi, ma ancora attivi. Con somma gioia aveva potuto constatare che in effetti uno dei tre, con papillon ...
«1234...7»