-
Una madre - capitolo 4
Data: 29/10/2020, Categorie: Etero Autore: afrodite1969
... mai fatto. Ma era proprio ciò di cui aveva voglia in quel momento, e Claudio era suo marito, no? Se poi gli avesse dato fastidio, si sarebbe tirato indietro: mica lo stava violentando! Ma non sembrava proprio che volesse tirarsi indietro, anzi: lei non ricordava un’erezione così rapida e potente, e dagli ansimi sempre più profondi, se mai si poteva temere che gli prendesse un infarto, ma non che fosse infastidito! Ecco, pensò, questo è mio, questo è per me, mi appartiene, e io ne faccio cosa voglio: lo prendo, lo accarezzo, lo mangio … E mentre lasciava vagare la mente, continuava a stimolare con la lingua e con le labbra quella colonna svettante che aveva in pugno. A volte lo faceva, ma solo per lui, per fargli piacere, e solo per prepararlo al rapporto completo - se no, il più delle volte mica ci arrivava! Ora invece lo stava facendo per sé, o forse per tutti e due, ma comunque le piaceva un sacco. E invece di rallentare, come le altre volte, accelerò, e cominciò ad affondarlo sempre di più in bocca accompagnando il movimento con le mani, pensando tra sé: “Adesso ti faccio morire!” Era talmente presa che non si accorse neanche del momento preciso in cui iniziò ad eiaculare, e forse non se ne accorse nemmeno lui, perché il respiro gli si spezzò qualche attimo dopo. Lei tirò indietro la testa all’improvviso, ma ormai aveva suo seme in bocca, e - ora sì! - poteva paragonarlo all’altro che aveva ...
... appena assaggiato. Ora non si sentiva più in colpa, al contrario, era davvero felice, e per dimostrarlo tornò a prenderlo in bocca, mentre lui continuava nel suo interminabile orgasmo; ora gemeva e mugolava come un gattino, con le mani appoggiate alla sua testa in una carezza appena accennata, e quando le pulsazioni cessarono si lasciò letteralmente cadere sul divano, gli occhi chiusi, il respiro spezzato. Lei rimase per un momento in ginocchio, chiedendosi se per caso non l’avesse ucciso! Poi si rialzò, andò al lavandino e sputò quanto le era rimasto in bocca, sciacquandosi alla meglio, ed infine si sedette su una sedia di fronte a lui, che nel frattempo aveva buttato in un angolo sia i pantaloni che la maglietta. Era tutto sudato, rosso come un peperone, ma decisamente in salute, e contento come una pasqua. “Ehilà … che roba … porca miseria … pazzesco … incredibile … “ continuava a buttar fuori mezze frasi e parole senza senso, come se fosse stato investito da un tir, o cose del genere! Lei intanto se la godeva, e lo guardava sorridendo come si guardano i bambini al parco giochi. Si domandava cosa avrebbe detto quando si fosse ripreso abbastanza da poter spiaccicare qualche parola di senso compiuto; purtroppo la prima cosa che disse, pur sorridendo, fu: “Dì, non è che hai qualcosa da farti perdonare?” Lei distolse lo sguardo, esitò appena, e poi rispose: “Sì” acuaordmhlmapooalamenrnotara.