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Occhio per Occhio
Data: 14/11/2020, Categorie: Etero Altro, Autore: JohnG
... occhi ancora pieni di lacrime e mi baciò.Le sue labbra umide premevano contro le mie. Io non la scostai, ma non mi tirai nemmeno indietro. Sentii la sua lingua farsi strada tra le mie labbra, le quali si dischiusero e la accolsero, contraccabbiando la passione di quel momento. Chiusi gli occhi, mi lasciai trascinare. Il mio cervello era in tilt. I miei sentimenti rimbalzavano tra il senso di colpa nei confronti di Vittoria e la foga amorosa verso Monia, che intanto mi stava letteralmente stuprando la bocca. Le nostre lingue non ne volevano sapere di separarsi, i nostri respiri si fecero affannosi. Con il palmo della mano le accarezzai la guancia, poi lo feci scorrere verso la nuca e le mie dita si infilarono tra i suoi morbidi capelli. Con decisione, premetti la sua testa contro la mia e sentii le nostre lingue entrare sempre più in profondità. Era eccitazione pura.Con l�altra mano mi feci strada sotto la sua giacchetta di jeans, fino a raggiungere i seni. Li palpai prima delicatamente, poi con forza. Volevo andare sotto la maglietta, ma prima di farlo, le presi una mano e la appoggiai sulla mia patta. Ormai il mio bastone era duro come il mogano e lei lo sentì. Con una mano sola slacciò la fibbia della cintura, fece scorrere la zip dei pantaloni ed estrasse il mio membro dalle mutande. Cominciò a masturbarmi mentre io avevo ormai le sue tette in mano. I suoi capezzoli erano completamente turgidi. Ne presi uno tra due dita e lo strizzai. Monia sussultò e mi intimò a ...
... continuare. �Ti voglio così, violento� mi disse. Lo avevo già capito, per questo interruppi la pomiciata prendendole la testa e abbassandola davanti al mio cazzo. Non commentò: il suo sguardo brillava davanti al mio sesso. Esitò un istante a contemplare ciò che le si parava davanti e poi accolse la cappella nella sua calda bocca. Sentivo la sua lingua scivolare e avvolgere tutta l�asta. Decise si andare in profondità, e i suoi occhi si girarono all�indietro come se fosse in estasi. A quel punto premetti con la mano sulla sua nuca per mantenerla in profondità. Due secondi, poi tre, poi cinque. Iniziò a ribellarsi perché effettivamente quella tecnica richiedeva uno sforzo non da poco. Ma io insistetti e cominciai a spingere la testa su e giù per fotterle la gola. Alla fine ebbi pietà, la liberai dalla presa e lei poté riprendere il fiato, ansimante. Un rivolo di bava le scendeva dalla bocca, gli occhi questa volta lacrimavano per lo sforzo. Mi guardò e sorrise. Non le diedi il tempo di proferire parola. Abbassai il suo sedile, la feci mettere a pecora e le abbassai pantaloni e slip con un solo movimento, scoprendo quel magnifico culo. �Adesso tocca a me�, le dissi.Affondai la faccia tra le sue natiche. La lingua penetrò nella sua vulva, mentre con un dito le sgrillettavo il clitoride. Dopo un minuto di leccate avevo il viso inondato dei suoi umori. Mi posizionai dietro di lei per fotterla a pecorina. Il cazzo trovò la via con facilità, tanto era dilatate le sue labbra. Iniziai a ...