1. Pensieri e balocchi


    Data: 18/11/2020, Categorie: Etero Autore: fantasypervoi

    ... disponibilità.La feci avvicinare per parlarle all'orecchio;- Non ho mai pagato una donna per fare sesso.Lei prese tempo, fece un respiro flebile.- Non ho mai voluto soldi per fare sesso, ho avuto tanti regali, questo si.- Esempio?- Viaggi. Cellulari, ricariche, vestiti...- E il fatto di non prendere soldi ti fa sentire più onesta, più pulita di una puttana di strada?Spinsi la mano fino alla fine della strada valicabile.- Ho trovato un uomo tutto d'un pezzo? Un avvocato serio? L'unico e ultimo rimasto sulla terra?Sorrisi, era un sorriso amaro, sapevo che avevo perso la mia battaglia, la mia mano tra le sue cosce parlava chiaro, ero stato sconfitto dai miei desideri intimi.Tolsi la mano da sotto la gonna portandola sotto il suo mento;-Sei molto carina, provocante e spigliata, sto giusto cercando una segretaria che abbia le tue qualità, te la sentiresti di lavorare per me a tempo pieno?La ragazza subì il colpo, ma, vacillò solo pochi istanti.- Un lavoro vero, di quelli da otto ore al giorno, per cinque o sei giorni alla settima, un mese dopo un altro mese, per tutti i mesi? Interessante proposta. Direi che la prima cosa da fare, &egrave vedere il posto di lavoro...Frase ambigua e pericolo crescente.Un contatto elettrico trasmesso dagli occhi;- Si, direi che &egrave una giusta richiesta, seguimi.Lascia sul tavolo del barman una cifra adeguata al servizio e presi la strada del non ritorno.Passai oltre al mio mercedes parcheggiato a pochi metri dal bar, il mio ufficio, era poco ...
    ... più avanti, la porta antica del palazzo mi apparve in tutta la sua sobrietà, lessi il mio nome sulla targhetta, era un nome pomposo, un nome altisonante nei palazzi di giustizia.Sapevo che a quell'ora del mattino, le mie segretarie erano in giro per gli uffici a sistemare le pratiche dei clienti, la feci passare tendo il portone aperto, per la prima volta la vidi anche di spalle, quello che vidi si scontrò subito con i pensieri più indecenti, solo il rumore del portone che si chiudeva fragorosamente alle mie spalle, mi riportò alla realtà;- Barbara, &egrave il tuo vero nome?Le chiesi mentre aspettavo l'ascensore.- Che importanza ha? &egrave un nome come un altro, mi suona bene e si adatta con i pensieri che creo e lascio.L'ascensore aspettava che qualcuno usufruisse dei suoi servizi.Entrammo.Spinsi il quarto piano.Al secondo, lei lo fermò.Non dissi niente, non feci niente per fermarla.Appoggiato alla parete, respiravo piano godendo del tocco delle sue labbra.Guardavo i capelli muoversi delicatamente, i movimenti seguiti dalle mie mani appoggiate sulla testa, gli occhi chiusi a dimenticare la sua giovane età e, sopratutto, a dimenticare le regole sane del buon principio.Lasciai che mi portasse all'apice del mio piacere.Nessuno chiamò l'ascensore mentre nutrivo Barbara con i miei desideri.Il cuore prese il suo tempo per tornare normale, il dito spinse sul bottone del quarto piano riportando in vita l'ascensore, mi ricomposi, mentre lei parlava;E adesso andiamo a vedere questo ...