1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... Avresti mangiato lo stesso la carne per vie occulte, se così fosse.» Manuela guardò la madre come per esortarla a farlo tacere, poi sbottò: «Babbo, ora basta! Lasciala stare e levati dalla faccia quel risolino ironico.» «Che cosa ho detto di tanto sconveniente?» replicò Luciano stendendo le braccia. «Volevo solo invitarla ad assaggiare carne vera. Silvia, se ne mangi un po’ non peggiori il mondo. Ti promettiamo che saremo muti come tombe.» «Luciano, smettila, per favore», lo redarguì la moglie «sei più insistente dei bambini se attacchi a fare lo spiritoso. Vuoi un po’ di formaggio, cocca?» chiese a Silvia con un sorriso affettuoso. Avevano poi seguitato a conversare del più e del meno e quando Silvia si era affacciata nel cucinotto per aiutare a rigovernare, Manuela l’aveva spinta fuori perché andasse a fare una camminata con Mauro per smaltire tutto il gelato che si era mangiato. La passeggiata Mauro, per pudore di farsi vedere con un’altra donna che non fosse Rossana, rivolgeva lo sguardo altrove quando incontrava gente che sapeva esserne troppo conoscente. C’erano però momenti in cui il suo amor proprio sopraffaceva il disagio, cosicché gli sembrava di avere vinto la gravitazione terrestre. Vide alcuni amici seduti fuori dell’Esperia Bar cosicché, deliziandosi per il loro strabuzzare d’occhi, li salutò osteggiando passo fermo e spontaneità. Punzecchiata nella vanità femminile, Silvia accentuò il suo già sinuoso procedere. Due giovani uscirono da un portone e uno di loro ...
    ... chiese all’altro se il ragazzo, che li precedeva di una ventina di passi, non fosse il Falaschi.» «È proprio lui», confermò l’amico. «Puttana Eva con che gnocca s’è messo! Rossana che fine ha fatto?» «Giorgio», sogghignò Massimo «vivi a Sanfabiano o sulla luna? È da mo’ che hanno rotto. È successo dopo il veglione di carnevale allo Smeral… cazzo se quella mora avesse il viso come il culo sarebbe un pezzo di fica stratosferica.» «Già, a volte si buscano certe fregature», ghignò Giorgio. «Come quella che ti beccasti con la spilungona di Frattole l’anno scorso», ridacchiò Massimo. «Giorgio non farmi ripensare a quell’incubo. Mi occorsero sei mesi per spiccicarmela di torno. Il naso del povero Bagongo pareva quello di Monica Bellucci al confronto del suo. Aveva due tette e un paio di cosce favolose ma se una tipa ha il viso orrendo e quando parla sembra avere un topo morto in bocca, il resto non lo gusti. Avrei dovuto obbligarla a indossare il burqa e scoparla per tutta la vita alla pecorina. Allunga il passo, voglio vederla in faccia la stangona.» «Parla piano buzzurro.» Dopo averli sorpassati, Massimo, col modo di chi si accorgeva casualmente di ravvisare una conoscenza, si voltò indietro con fare stupito. «Ciao Raffa.» «Ragazzi, come va?» «Da noia paesana», rispose l’amico, indirizzando una rapida occhiata alla ragazza. «Lei è Silvia, la mia fidanzata.» Pronunciatole un cortese saluto all’unisono, i due amici urtarono le mani così goffamente che lei non riuscì a trattenere un ...
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