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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... sforzandosi di trattenere un’altra risatina irridente. «Ho fatto una figura di merda.» Istintivamente Giorgio si voltò per vedere se il Raffa e la sua ragazza ridessero ma inciampò sulla sporgenza di un tombino. A malapena riuscì ad evitare di cadere bocconi sul selciato. Sciorinò una sequela d’imprecazioni. «Porca zozza, dovevo proprio inciampare su quel cazzo di rialzo? Accidenti al Comune!» «Quale Comune, guarda a dove metti i piedi buzzurro», sogghignò l’amico. «Massimo», commentò Giorgio «quella Silvia ha il viso più bello delle chiappe. Puttana Eva che gnocca! Coscia lunga taglio fine. «Che accidenti vuol dire “coscia lunga taglio fine”? domandò Massimo. «Che tra le cosce ha qualcosa di meravigliosamente seducente tutto da lecc…! Hai notato che bocca ben disegnata? Mi sento arrapare da certe fantasie se vedo labbra così.» Il Raffa ha una fortuna sfacciata con le donne. Anche Rossana è una bella fichettina ma questa ha un paio di fianchi che ti fanno immaginare quanto sia a regola d’arte la fessura che ha tra le cosce. Donna che muove bene l’anca o è maiala o poco ci manca», aggiunse. Pure Massimo non poté trattenersi dal curiosare per “valutare” quanto fossero motivate le impressioni dell’amico, poi giudicò il procedere posteriore della mora con un’espressione meno boccaccesca. «Per me, quella Silvia, ha il passo elegante della donna di classe e ancheggia in modo raffinato, difficile da vedersi. Pensa piuttosto a tua cugina che, da come sculetta, delle troie sembra ...
... la regina.» Si lasciò andare a un ghigno soddisfatto per la rima riuscita, evitò una gomitata dell’amico, poi si domandò, a voce alta, chi fosse la stangona e da dove venisse. Con sua sorpresa, Giorgio gli rispose: «Il suo viso non mi è nuovo. Mi pare di averla notata quando accompagnai mia sorella in città, a una svendita stagionale dell’emporio CIEFFE. Quell’ambiente è vasto e con diversi reparti. C’era una tale ressa di clienti che gli diedi solo un’occhiata perché dovevo stare attento a non perdere di vista mia sorella. Un dettaglio, però, lo ricordo bene; indossava un grembiule bianco mentre quello delle altre commesse era celeste, quindi suppongo sia perlomeno una caporeparto. Proverò a domandarlo a Radiobecera. Quello è talmente impiccione da sapertene dire vita e miracoli, se stasera gli capitasse di vederla.» Giorgio rimuginò tra se qualche istante prima di domandare al paesano: «Massimo credi che il Raffa verrà a giocare?» «Ho i miei dubbi.» «A me, lei, è parsa disponibile.» «Cambierà idea quando scoprirà che Mauro dovrà allenarsi sacrificando parecchie sere», commentò Massimo. Guardò l’amico con un’aria commiserata e soggiunse: «Tu non le conosci proprio le donne. Non rammenti la fine fatta da Misdea e Caluvia? E Gnacchera? Lui era il più compagnone di tutti. Neanche legato sarebbe rimasto in casa, la sera, ma da quando s’è fidanzato con la Marzia nemmeno al bar s’è più rivisto. Lei gli ha fatto inzuppare il biscotto nella cremina calda, poi l’ha chiuso in casa.» ...