1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... compiaciuto per la lusinga, giocò a stuzzicarla accarezzandole il seno nel punto in cui avvertiva la protuberanza dei capezzoli. «Attento che ci sento.» «Soltanto a sfiorarteli sopra la camicetta?» Lei annuì socchiudendo gli occhi. Udirono un cinguettio. «Silvia, è giunto un usignolo a farci compagnia. Sentilo come gorgheggia.» Rimasero ad ascoltare il melodioso canto fino a che avvertirono un frullo d’ali allontanarsi. Lei gli introdusse la mano sotto la maglietta e prese a carezzargli il torace. Si soffermò sui minuscoli capezzoli pizzicandoli appena. Sentì Mauro irrigidirsi e fare un breve sobbalzo. Si stupì di scoprire quanto, anche per i maschi, fossero sensibili quelle parti del corpo; insisté a pizzicarli godendo nel sentirlo irrigidirsi e rilassarsi. «Silvia che stai facendo?» «Imparo a conoscere le tue zone erogene», gli mormorò. «Te lo hai mai fatto Rossana?» «Nnnzzz!» “Molto bene”, pensò Silvia ritraendo la mano per accarezzargli il viso. «Sai Mauro? La Valcorniola è stata il nido d’amore dei tuoi genitori, ti ha fatto da musa e per merito suo ci siamo conosciuti. Ha tracciato il tuo destino e comincia a segnare il mio. Quel luogo è benigno per noi. Dovremmo andarci a fare un picnic, una delle prossime domeniche. Ti va l’idea?» Mauro annuì facendole scorrere la mano sui capelli. «Porterò il mio blocco da disegno e farò qualche ritratto con la sanguigna alla mia fatina dai capelli turchini.» «Chi sarebbe la tua fatina, Pinocchio?» gli domandò Silvia trastullandosi ...
    ... a stringergli il naso tra le dita. «Indovina?» «Ce li ho neri non turchini.» «Illuminati dal sole emanano riflessi azzurrini così intensi che dovrò usare il blu di cobalto per farti il ritratto.» Silvia provò un tale fiotto d’emozione da farle galoppare il cuore. «Mauro, ci credi che ti voglia bene?» «Certo, perché me lo hai chiesto?» «Perché te ne voglio un miliardo di volte più di quel che pensi.» Glielo sussurrò con un filo d’ansia. «Sei un ragazzo dolcissimo.» «Anche tu.» «Non saremo troppo romantici?» «Non per le coccole», rispose Mauro cominciando a sbottonarle la camicetta. «Lo siamo perché abbiamo ancora qualche aspirazione ideale.» Ed eccoli lì, morbidi e sodi, levigati e pieni, caldi e prepotenti, la conca tra essi magicamente accostata dal reggiseno, e le grandi aureole che si affacciavano dal balcone delle coppe, a pochi centimetri dal suo viso. Fece debordare le mammelle e la luce soffusa proveniente dai lampioni della strada, le fece biancheggiare di perlaceo lucore. Si riempì la mano di quella morbida opulenza, ora dell’una, poi dell’altra, con delicatezza, come per riverente sudditanza. A Silvia un brivido corse lungo la schiena quando Mauro incominciò a succhiarle un capezzolo, non poté trattenere un sussulto. Iniziò a dondolare il busto per cullarlo come fosse un bimbo d’allattare. Lui colse quel sapore ineffabile, come di latte tiepido e dolciastro, eppure così inebriante, prepotente e onnipotente. Succhiò e mordicchiò il turgido capezzolo ancora e ancora. ...
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