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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... l’indice verso il cielo, il Bizza rivolse all’amica un ammonimento: «Scaccia dalla mente ogni fantasia ingannatrice sulla fortuna.» «Arturo ti sei messo a fare il Savonarola?» «Quale Savonarola d’Egitto! Volevo soltanto metterti in guardia dalle fregature legalizzate. Premiando qualcuno e facendo leva sulla speranza di giungere a rapida ricchezza, lo Stato vi gabba a milioni. Mio nonno affermava che chi dal lotto sperava il soccorso, faceva il pelo lungo come un orso. In ogni caso non pensare che quel frate brontolone avesse tutti i torti, perché la società di allora era corrotta quanto quella d’oggi. Anzi ti dirò un’altra cosa prima che ti allontani troppo dal mio tiro di voce: tutto lo scibile filosofico umano, da Platone, passando per Marx, fino ai giorni nostri, non ha cambiato di una virgola il comportamento umano!» Rimasto solo con Silvia, il Bizza non poté trattenersi dal chiederle se trovasse giuste le sue osservazioni e quando gli confermò che pure lei condivideva molti dei suoi ragionamenti, si gongolò soddisfatto. Le sedé accanto e virò la rotta verso argomenti confidenziali. «Mauro non viene stamattina?» «Gli ho suggerito di rimanere a casa. Ieri sera abbiamo fatto tardi.» «Eri a Sanfabiano?» «Ho cenato a casa sua.» «Accidempoli, già fidanzati in casa?» Silvia annuì rivolgendogli un luminoso sorriso. «Bizza, puoi sostituirmi cinque minuti? Devo fare una telefonata.» «A Mauro?» «Sì a Mauro!» ribatté lei non riuscendo a reprimere un moto d’insofferenza. «Che c’è ...
... di male se te l’ho chiesto?» «Arturo, hai in mente il prurito che viene in un punto della schiena irraggiungibile? Ebbene tu sei più fastidioso di quello quando insisti.» «Che vi è preso, a tutte, stamattina?» reagì il Bizza con un tono querulo, gesticolando per rimarcare il suo stupore. «Poco fa ho chiesto a Linda che cosa la turbasse e mi ha mandato a quel paese. Immaginavo che avesse rotto col suo ragazzo ma volevo che mi raccontasse come fosse andata.» Aveva appena terminato di parlare, quando avvertì un “plop”. Ammutolito, osservò la defecazione di un uccello sulla manica della giacca. Sollevò il capo e vide alcuni colombi che svolazzavano da un cornicione all’altro dei palazzi. La posizione che assunse lo fece somigliare a uno spauracchio. Assillo «Mauro?» «Ciao Silvia. Li avete allestiti i cartelloni con le foto?» «Certo. E sono pure giunte due reti televisive nazionali. Stanno intervistando Livio.» «Mi fa piacere che l’iniziativa si stia rivelando un successo. Che stai facendo?» «Sono al banco per la raccolta delle firme. Tu?» «Dipingo. Ho iniziato il tuo ritratto. Ho scelto la foto in cui indossi la tutina rossa e siedi sul panchettino di legno.» «Lo immaginavo. Mauro, ti sento mogio. Ti ho chiamato poco fa ma il tuo cellulare dava occupato.» «Mi stava telefonando Linda.» A Silvia una vampa incendiò il viso. “Ecco chi doveva chiamare la civetta! Che diavolo voleva?» «Rinnova l’arredo del salotto e mi ha chiesto se le nature morte fossero soggetti adatti a mobilia ...