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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... affibbiò una gomitata al Gori perché smettesse di rigirargli il coltello nella piaga. La telefonata di Fabrizio Silvia e Mauro erano tornati da poco quando uscirono le note di “Maramao perché sei morto” da una tasca della camicia di Stefano. «Stefano?» «È Fabrizio», bisbigliò lui attivando il vivavoce del cellulare. Aspettandosi una lavata di capo, anticipò l’amico con una frase scherzosa. «Sì, sono io. Parlo col geometra, architetto, ingegnere, Ridolfi Fabrizio?» «Ascoltami bene Stefano: sono stato informato di tutto.» «Chi te l’ha riferito?» «Una persona che ha più sale in zucca di voi. Ora passami Silvia: subito! Silvia, le battaglie animaliste si fanno ma questo non significa che dobbiamo comportarci con avventatezza. Quella è gente pericolosa.» «Fabry, ho cercato di persuaderli a rinunciare ma non mi hanno dato retta.» «Avevo giudicato Mauro una persona saggia. Come ha potuto essere tanto incosciente da imbarcarsi in un’impresa così idiota e portarti appresso?» «Aveva dato la parola ed io mi sono imposta per convincerli ad accettarmi.» «Avresti dovuto avvertirmi, invece.» «Non sono una spia.» «Ripassami Stefano. Stefano, quella gente è arrivata?» «No ma se l’informazione fosse vera, dovrebbe giungere tra non molto.» «Sareste ancora in tempo ad andarvene.» «Neanche a parlarne. Ormai il dado è tratto.» «Senti un po’ Giulio Cesare del cazzo…» Fu la volta di Stefano prendere un tono deciso. «Fabrizio, lo capisci che c’è capitata una possibilità unica per filmare quella ...
... gente? Cadesse il mondo, li riprenderò e non obbligo gli altri a rimanere.» «Testone, rimarranno anche loro se non te ne andrai. Tenetevi almeno nascosti.» «Siamo su una specie di terrazzamento roccioso, sopra lo spiazzo nel quale organizzano i combattimenti.» «Sdraiatevi, mimetizzatevi e mi raccomando: non fate gesti azzardati qualsiasi cosa vediate. Avvertitemi se doveste trovarvi in difficoltà.» «D’accordo.» «D’accordo un cazzo!» esclamò Fabrizio spegnendo bruscamente. «Stefano», lo esortò Silvia «Fabrizio ha ragione. Dovremmo andarcene.» Come avesse parlato al vento, lo vide addentare la mela e masticare con rabbia. «Io rimango.» «Dobbiamo andarcene tutti!» ripeté lei, accorata. «Proprio tu consigli d’andarcene?» reagì Stefano fissandola dritto negli occhi. «Ti disperi per un riccio arrotato a Montelignano, frigni per quel cane sotterrato laggiù e ora che ci capita l’occasione d’avere prove filmate contro la ciurmaglia che fa sbranare gli animali tra loro, ti tiri indietro? Sei tutta una contraddizione.» Fece una pausa e mirò a ferire con crudo risentimento. «Lo so perché sei voluta venire. T’interessa l’incolumità di Mauro, altro che amore per gli animali!» Con un gesto brusco gli indicò il viottolo che portava alla radura. «Vattene assieme a lui, animalista fasulla.» Quelle parole colpirono Silvia come una frustata. «È magnifico, non è vero, dare questo tuo bello spettacolo di coraggio davanti a loro?» rispose volgendo gli occhi verso Gigi e Dino. «Ora, che mi hai umiliato ...