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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... alimentandosi a vicenda: il battito di ali di una farfalla in Messico, può scatenare un uragano nelle Filippine. Silvia annuì greve. «Ciumbia, babbo, come t’infervori quando parli di certi argomenti, ma non lo sei altrettanto quando concedi a me e Patrizia metà stipendio rispetto ai nostri dipendenti», lo punzecchiò. «Sentitela questa!» ribatté il padre. «Non ti bastano seicento euro mensili, un’assicurazione aggiuntiva ai contributi IMPS, tutti gli abiti che ti servono gratis, mangiare bere e dormire? Sai a quanti euro ammonta lo stipendio che ci facciamo io e tua madre? Zero tondo! Quello che ci serve lo preleviamo dal deposito comune.» «Babbino non farmi quella faccia burbera. L’ho detto per stuzzicare la tua reazione. Sai quanto ti stimi. Sei sempre stato il mio modello di vita.» «Temeraria di una figliola», ribatté Riccardo. Avvertì un fremito di tenerezza quando sentì lo schiocco del bacio di Silvia in fronte. «Babbo, Mauro sostiene che tu veda una sorta di continuazione dei tuoi ideali nel mio impegno ecologista.» «A questo non avevo pensato. Sì, credo che tu abbia ragione.» «Ora, babbo, ti chiedo una cosa che spesso mi fa pensare: noi, intendo noi come famiglia, siamo egoisti?» «Tutti i viventi lo sono. Getta i semi a un passero e anche se gliene darai molti di più rispetto a quelli che gli occorrerebbero per sfamarsi, vedrai che cercherà di mettere in fuga qualsiasi altro uccello che si avvicinasse per beccarli.» «Il passero se ne va quando è sazio e lascia il ...
... posto agli altri, invece l’uomo non lo è mai.» «Hai concentrato i miei lunghi ragionamenti in un’espressione sola.» «Babbo che senso ha la vita?» «Diamine che raffica di domande stasera!» «Questa te la faccio perché ho rischiato di perderla.» «In parecchi si sono lambiccati per dare un significato all’esistenza ma non lo troveranno perché la vita non ha senso, se non per riprodurci. Quell’intelligenza che ci ha fatto immaginare l’esistenza degli dei o ci ha condotto all’invenzione del Personal Computer, non ci rende dissimili dai moscerini perché l’universo seguiterà a rigenerarsi in cicli perenni e noi non rimarremo che un minuscolo ingranaggio di un insieme smisurato, forse persino destinati a ripetere ciò che abbiamo fatto fino al più insignificante dettaglio. Perciò facciamo le cose giuste in questa vita perché non avremo altre occasioni.» «Nel senso che se io rompo un bicchiere in questa vita», desunse la figlia Silvia «sarò destinata a romperlo in eterno? E l’incendio al quale siamo scampati si ripeterà su tutte le Terre che verranno, salvandoci sempre per il rotto della cuffia?» A Riccardo piaceva entrare in certi argomenti con quella figliola e conversare sulle congetture dei misteri universali perché lei lo ascoltava con una tale attenzione da dargli la sensazione che la sua mente assorbisse come una spugna. «Sì, intendevo questo, ma è soltanto una teoria, perciò non prenderla come oro colato perché nessuno sarà mai in grado di dire come stiano realmente le cose. La ...