1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... scrollare perché terminasse la fiaba. «Dai babbo! M’immedesimavo tanto in Brunella che mi pareva d’essere lei.» «Mettiti giù però.» Silvia si sdraiò supina, tenendo sempre ben stretta la mano del padre. «C’era una volta una graziosa contadinella di nome Margherita, ma aveva gli occhi così neri e i capelli tanto bruni che le genti del contado la chiamavano Brunella. La sua famiglia era molto povera e non possedeva specchi, così Brunella, civettuola come tutte le giovinette, l’unico modo che aveva per rimirarsi e pettinarsi, era di specchiarsi sull’acqua limpida di una piccola sorgente, ai margini del bosco. Un bel mattino di fine agosto, tiepido e soleggiato, stava pettinando la sua lunga chioma bruna,quando….» Riccardo osservò le palpebre della figlia divenire pesanti, la stretta della sua mano allentarsi. Si soffermò ancora un po’ per accertarsi che respirasse senza affanno. Poi spense la luce. Segreti «Silvia non riusciva a prendere sonno?» si preoccupò Tiziana. “Mi pareva impossibile che dormissi. Le ho portato un bicchiere di latte e un po’ di gocce, quelle che mi aveva prescritto il dottore.» Ora, con la famiglia tutta in casa e ognuno sul suo letto, Tiziana si sentiva rincuorata. «Rico, sei andato a vedere se Mauro dorme?» «Tossisce un po’ ma va tutto bene.» Riccardo accarezzò la moglie sul collo, nei punti in cui la pelle incominciava a incresparsi, ma la ragazza dallo sguardo dolce e risoluto insieme, e le iridi così brune che quasi si fondevano con le pupille, ...
    ... c’era ancora. «Rammenti il giorno che ti tolsi da sotto l’idrante della celere?» Lo credo bene. Stavo per affogare. Poi quante ce ne hai fatte passare a me e a tua madre.» «Vi ho ripagato con gli interessi però.» «Vieni qua rivoluzionario.» Se lo portò al seno e gli accarezzò la calvizie che seguitava a conquistare nuovi territori. «Che cosa gridavate contro i padroni? Ah sì: “Una risata vi seppellirà.” Volevate battere il capitalismo con urla e colla per manifesti. In quanto a ridere… beh avevate sempre la faccia tetra. Il colmo è che sei diventato pure proprietario di un’azienda.» «Rammento, come fosse ieri, quando ci nascondemmo in quel magazzino di granaglie. “Questa me la faccio” pensai mentre battevi i denti», rispose Riccardo. «Sentitelo quali scopi aveva il contestatore.» Tiziana accarezzò il viso al marito e gli sussurrò. «Rico lo tolgo il pigiama?» Riccardo annuì respirandole sul collo. Accarezzò i seni ancora prosperosi, baciò quei capezzoli poppati davvero perché, dopo il parto, a Tiziana veniva tanto latte da provocarle fitte al petto. Erano stati i momenti più intimi della loro vita di coppia. «Avresti avuto i figlioli da quella stilista se non fossi venuta a Milano.» «Non era il tipo da farsi una famiglia.» «Come diamine facevi a stare con lei? Era così magra che pareva anoressica e il suo fiato era puzzolente per il fumo di sigaretta già di mattina presto.» «Non riuscivo a vedere sbocco per noi. A malapena potevo permettermi una cinquecento usata. Per comprare di ...
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