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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... lei posando bruscamente il contenitore del parmigiano sulla tavola «per cena ha mangiato quattro forchettate di purè, stamattina è uscito senza fare colazione e s’è scordato perfino di prendere il cellulare.» «Riaccendi il gas» le suggerì Luciano. Mauro sarà di ritorno prima che l’acqua ricominci a boll… eccolo che arriva. La sua macchina è seguita da un ragazzo in motoretta.» «Un ragazzo?» I coniugi Falaschi, col fiato sospeso, seguirono i movimenti del figlio e della persona che lo accompagnava, poi sospirarono rincuorati quando l’accompagnatore tolse casco e giubbino. «Nadia, stamattina ci hai proprio azzeccato. “Per me è piccola e bionda, lo capisco dai suoi quadri che a Mauro piacciono le donne minute, con i capelli e gli occhi chiari”» la scimmiottò il marito in falsetto. «Sei buono a stare zitto?» Nadia vide il figlio accarezzare la ragazza, parlarle con gestualità premurose e lei rispondergli affettuosa ma esitante. «Lucy, Mauro vuole convincerla a venire in casa.» «Azzeccato.» «Si fermerà a pranzo?» «Che domande: sono le due e trentacinque.» Dopo essersi accertata che non ci fossero macchie sulla tovaglia, Nadia si affrettò a riaccendere il gas. Luciano rimase a sbirciare dallo spiraglio di una tendina. “Vai, si sono baciati e pure sulla bocca: E’ bbravo il mio Mauro!” Ora Nadia era irrequieta per un altro verso. Sollevò le mani a toccarsi i capelli per il timore di non essere presentabile. «Luciano, come sto?» «Insomma, un po’ sbattuta.» «Mi fai venire rabbia quando ...
... rispondi così. Vado a cambiarmi d’abito. Stai attento che non trabocchi l’acqua dalla pent… anzi sarà meglio che torni a spengere il gas. Trattienili in salotto fino a che non sarò tornata.» «Mauro, portami il cellulare. Devo avvisare i miei che ritarderò.» «Insisto perché ti fermi a pranzo.» «Mi vergogno. Il casco mi avrà scarmigliato i capelli.» «Non sono spettinati e poi siamo una famiglia alla buona.» «Cribbio, mi stai presentando ai tuoi. Sarei voluta essere più ordinata. Per noi donne queste cose contano. Tua madre chissà come mi squadrerà. Ti ho macchiato di rossetto la maglietta.» Lo vide fare spallucce, poi rivolgerle uno sguardo intenerente. «D’accordo», capitolò Silvia «andiamo a battere il primato di rapidità per i fidanzamenti in casa. Siamo matti da legare.» «Oggi potrei presentarti soltanto come amica se potesse farti sentire… insomma meno impegnata e lo capirei.» «Neanche per sogno!» replicò Silvia grintosa. «Lasceremo che capiscano da soli.» La porta di casa si aprì quando ancora salivano i pochi gradini che portavano sulla veranda. «Babbo lei è Silvia.» “Maremma bischera che mora!” pensò Luciano. Non riuscendo a contenere l’evidenza dello stupore, sperò che l’impaccio, notato nel volto della ragazza, le avesse impedito di accorgersi quanto i suoi occhi si fossero sgranati. «Buong… buonasera, Silvia.» «Buona sera signor Luciano. Conosce già il mio nome?» «Mauro, ieri sera, ci ha parlato di lei e che sareste andati a fare un servizio fotografico su per il Rio ...