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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Rossana più di quel che sanno già? Le cose si spiegheranno da sole.» «L’ambiente diventa troppo affollato», borbottò Nadia. «Andate di là, subito! Non sarebbe cortese se Silvia tornasse in cucina e trovasse la tavola vuota.» Mauro schioccò un bacio sulla guancia a sua madre mentre lei si apprestava ad aprire un vasetto di sugo al pomodoro e basilico. «Grazie mamma.» «Ruffiano va di là col babbo.» Non appena Silvia vide servirsi gli spaghetti col pomodoro, mentre gli altri erano conditi col ragù di carne, si sentì liberata dall’obbligo di dover cominciare il pranzo rifiutando il primo. Sfiorò col suo il ginocchio di Mauro in segno di gratitudine. «Spero ti piacciano», le disse Nadia, rivolgendole ora un sorriso quasi cordiale. «Signora non si preoccupi, vanno benissimo e mi scusi se ha dovuto…» «Di cosa? Mettici parecchio formaggio, piuttosto, perché gli spaghetti conditi in quel modo sanno di poco.» Sciolte le briglie al riserbo, Silvia divenne loquace e invogliò Mauro a mandare giù qualche boccone che lo scombussolamento per quella concatenazione d’eventi, l’appetito glielo aveva annientato. Per secondo Nadia le servì un’abbondante porzione di sformato con le verdure, quindi il dolce di pasta sfoglia e crema pasticciera, infine la macedonia di frutta. Luciano scovò perfino una bottiglia di spumante avanzata dalle festività pasquali e proseguirono a conversare evocando fatti che riguardavano le rispettive famiglie. Rimasto taciturno Mauro si affacciò alla conversazione ...
... chiedendo al padre: «Babbo, stamattina ha telefonato qualche cliente?» «Era quel tizio che ci ha portato a restaurare il tavolino a tre gambe, quello che organizza le sedute spiritiche. Mi ha tenuto al telefono dalle undici e cinquanta a mezzogiorno e venti. Non lo reggevo più. S’è messo a spiegarmi che voleva lo verniciassimo blu notte e non grigio scuro come ci aveva chiesto. Che cavolo vorrà dire blu notte? Bah! Mischierò l’azzurro con un po’ di nero e buonanotte suonatori. S’è anche raccomandato che stessimo attenti a non otturare il forellino sul pianale. Poi che accidenti mi ha ancora detto di fargli a quel trabiccolo, che a dirla tutta non vale un cazzo, non lo ricordo.» Silvia dovette coprirsi la bocca col tovagliolo per prevenire ciò che avrebbe potuto causare una risata non trattenuta. «Luciano non essere volgare», lo rimproverò la moglie. «Scusami Silvia. I clienti bisogna sopportarli come sono. Poi viene da sfogarsi.» «A chi lo dice signor Luciano.» «Babbo non mi riferisco a quell’ora. Intendevo verso le nove, dopo che sono tornato a prendere la macchina fotografica», insisté Mauro. Nadia fece piedino al marito per tentare di fargli dire qualcosa come: “Mi ha chiamato la zia Paola.” «A quell’ora nessuno, perché?» Luciano sentì sua moglie pestargli un piede per comunicargli quanto fosse stato baccalà. «Giacché non potevo risponderle perché mi ero scordato il cellulare», spiegò Mauro «Silvia, sperando non fossi ancora partito, ha chiamato sul telefono fisso per avvertirmi ...