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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... scrupolosità con la quale Silvia gli aveva spiegato dove abitasse, indusse Mauro a un risolino malizioso. «Dopo questa spiegazione è impossibile sbagliare ma conosco la strada. Prima di fidanzarmi con Rossana frequentavo una ragazza che abitava dalle tue parti. Si dice il caso.» «Questo non me lo avevi riferito», rispose Silvia adombrandosi di botto. «Puoi descrivermene l’aspetto?» «Ha gli occhi azzurri, i capelli fulvi e un po’ di lentiggini sul viso. A quei tempi era formosa ma non grassa.» «Si chiama Annalisa ed ha un piccolo neo sulla tempia destra?» domandò Silvia apprensiva. «Sì! La conosci?» disse Mauro simulando stupore. «Certo che la conosco», rispose lei aggrottando le sopracciglia. «È sorella di una mia commessa. Ehi ma tu quante ragazze hai avuto?» «Abbastanza.» «Quanto abbastanza?» pretese di sapere lei grintosa. «Non è vero Silvia. Scherzavo.» «Allora come sapevi che si chiamasse Annalisa e avesse un neo sulla tempia destra?» «Me lo hai suggerito tu.» «I capelli? Le lentiggini e il fatto che sia formosa come lo spieghi?» insisté Silvia. «Semplice coincidenza che mi ha aiutato a farti apparire veritiera un’invenzione.» «Cribbio, Mauro, è la verità?» «Mi cascasse il naso.» Lei gli strinse il lobo dell’orecchio tra i denti mettendoci un pizzico di rabbia. Mollò soltanto quando lo sentì emettere un gridolino di dolore. «Canaglia questa me la paghi. Giuro che te la faccio scontare. Ora alziamoci, all’una chiudono i cancelli del parco.» «Come sai che chiudono ...
... all’una di notte?» «Sapessi quanti ragazzi mi hanno accompagnato a fare passeggiate romantiche in questo posto. Non penserai che mi abbia corteggiato soltanto Stefano.» Mauro gli sfiorò il naso, poi scrollò le dita come per fare cadere un bruscolo.» «Che cosa mi hai tolto?» «Una bugia. Rischiava di salirti su per una narice. Conosci l’orario di chiusura perché c’è scritto sul cartello affisso all’ingresso. L’ho letto quando siamo entrati.» Silvia gli fece uno sberleffo, scattò in piedi e prese a strattonarlo. «Mauro, alzati, devi ancora tornare a casa. Hai gli occhi stanchi.» «Hanno ragione di esserlo. Stamattina mi sono alzato alle cinque e mezzo.» «È il solo motivo o li hai consumati per sbirciare le gambe a Linda?» Imbarazzato lui si grattò il capo. Domenica prossima mi rif…» Silvia lasciò volutamente in sospeso la frase. «Che cosa intendi fare domenica?» Invece di rispondergli lei gli ripeté: «Alzati marmotta!» «A che ora devo essere a casa tua?» le chiese stropicciandosi gli occhi. «Non prima delle diciotto e trenta perché vado a Villa Belvedere. Sofia non mi ha visto domenica scorsa e devo andare a farle visita.» «Sofia?» domandò Mauro. «È una ragazzina down alla quale sono affezionata. Povera cocca com’è stata sfortunata. Sua madre è morta sei anni fa. È stata investita da un ubriaco mentre andava a vuotare il secchio della spazzatura. Suo padre s’è risposato e da allora va pochissimo a trovarla.» «La malasorte s’è accanita contro di lei», commentò Mauro. «Un vecchio detto ...