1. L'interprete


    Data: 27/11/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Sibelius

    ... essere prossimo al mio orgasmo decido di venirle fuori, meglio non rischiare penso. Mi masturbo mentre lei si distende completamente girata verso di me in attesa di vedermi venire. Getti di sperma escono ora copiosamente dal mio sesso e si distribuiscono dappertutto, per terra e sul suo corpo, sembrano non finire mai, d'altronde è oltre una settimana che sono a digiuno e avevo le palle letteralmente piene. Quando ho finito sento la mano di Emily accarezzarmi il viso, io la prendo, la bacio e proseguo a baciarla lungo il braccio fino ad arrivare alla sua spalla. Poi scendo lungo il suo corpo, assaggio uno alla volta i suoi splendidi seni, prendo delicatamente tra le labbra i capezzoli e li accarezzo con la lingua, poi scendo di nuovo. Mi imbatto in una goccia abbondante del mio seme che giace sul ventre di Emily, lo lecco e mi dirigo fino ad una seconda goccia, lecco pure quella e lentamente 'pulisco' il suo corpo dalle tracce del mio orgasmo. Lei sembra gradire il mio gesto, mi posa una mano sulla schiena e mi accarezza. Quando ho finito ci alziamo e ci dirigiamo in bagno mentre Hans esce con un asciugamani in mano, fortunatamente il suo bagno possiede una doccia che ci da la possibilità di lavarci. Emily entra per prima, io la osservo ancora lussurioso mentre ...
    ... lei si lava. Poi è il mio turno, mi lavo velocemente e vado a rivestirmi. Loro sono già pronti, Emily si sta pettinando mentre Hans mi ha aiutato raccogliendo i campioni di gioielli e sistemandoli dentro la mia borsa.I saluti sono veloci e di poche parole, lasciamo Hans sulla soglia di ingresso del suo ufficio e saliamo dentro la mia auto. In macchina durante il rientro Emily non parla, tiene lo sguardo verso l'esterno, io accendo la radio e la sintonizzo sulla prima stazione che trovo. Quando stiamo per arrivare al suo paese le prendo una mano, lei inizialmente non reagisce ma poi inizia a stringermela e una lacrima le solca il viso. Mi chiedo se sia una lacrima di piacere o di pentimento, di vergogna. Arriviamo davanti alla sua abitazione, non appena fermato lei mi saluta frettolosamente senza guardarmi in viso e io la lascio andare. Metto la marcia e riparto, ma nemmeno dieci metri dopo mi fermo, spalanco la portiera ed esco correndo verso di lei. Quando sono alle sue spalle mi fermo, lei si gira, mi fissa negli occhi, io faccio lo stesso. Pochi istanti che sembrano non passare mai. Poi mi decido, mi avvicino e la bacio abbracciandola con forza assaporando le sue morbide labbra mentre gocce di pioggia accarezzano i nostri visi. Il tempo è cambiato, qui è così. 
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