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Il più. Il meno
Data: 27/11/2020, Categorie: Poesia, Autore: Gregorio Erizzo
Arrivo tetro, a tempo fuori. Rimango dietro, sentendo i rumori. Ma non sei la sola con la banderuola. A capannelli, ve n'è un intero bosco, di elastici in accrocchio. Danzano capelli, ma i tuoi li riconosco al solo colpo d'occhio. Dalla bianca apertura spunta il bel trapezio e l'abbronzatura che ne fa gran screzio. Sorregge poi l'attaccatura stupendo cilindro dorato, di quella acconciatura che ti ho spesso notato. Senti il mio sguardo. Ti volti e gli occhi vedono. Un po' mi attardo, invisibile ad altri che siedono. Poi muto, ti saluto. Forse sorpresa, mi assecondi. Ricambi l'intesa e l'iride nascondi. Ed io tacio, mentre con le ciglia, mi mandi quel bacio. Resto in meraviglia, come bonzo in pagoda. E tengo ancora le briglia, quando poi rimostri la coda. Distolgo la vista. Eppur son lì, a te dietro, a fare una lista, a fare un metro di labbra doppie, per misurarti le spalle; di polpastrelli a coppie, per rendicontare lì a valle. Poi misuro fino all'orecchio. Quindi appuro le tue guance. Nel frattempo ti sparecchio, in silenzio, senza ciance. Le labbra indugiano, verificano la bocca al tatto, lasci che dischiudano con occhi a tratto. Il petto sulla tua schiena, controllo anche il busto. E immagino anche io la scena mentre testo il gusto. Finché con i palmi, agguanto la tua morbidezza, quasi a provarti un trapianto, con rude dolcezza. Ah.. meglio se la misura qui la finisco! Rischio un'infracidatura, perché già ammattisco. E gli occhi tornano a cercarti, ti scopro sparita, ma ti pari davanti! Mi proponi un uscita! Ah, ma insieme ad una... Mmh, bella fortuna! Ma sù.. sono sereno. Parleremo del più... Del meno.
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