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Matilde 01-08 - il sogno
Data: 03/12/2020, Categorie: Etero Autore: Alex46
I miei sonni in questo periodo sono molto tranquilli. Non mi capita spesso di sognare cose importanti, o magari eccitanti, contrariamente ad altri momenti del passato. Magari sogno molto, ma non con quella forza che poi costringe al ricordo, piacevole o spiacevole. Non so dire se sia meglio o peggio, però so che non è male alternare, non va bene essere sempre in attività onirica acuta. Così questa notte, di particolare stanchezza fisica, di completa sazietà sessuale, la regola si rompe e nel bel mezzo della notte, di primissimo mattino, faccio un sogno dirompente, di forza speciale. Sono una bella ragazza, una bella figa. L’uomo è con me in stanza e mi comporto come non ci fosse, ma so che c’è. Sono vestita in modo semplice ma sexy: poi esco dal bagno in slip neri e con il mio amatissimo top zebrato, ai piedi porto scarpe da footing senza calze. Sono splendida e sorridente. - Do as I was not here, as you were alone – mi dice. Ma questo è Michele! Mi sdraio sul lettino e allungo le gambe, lo guardo di sottecchi sorniona e gli chiedo: - Really, as you were not here? - Yes, please. - If I was alone, I wouldn’t be sure you like to see what I would do... - Don’t worry, please... I would like to see everything you would do – risponde con voce persuasiva. Ormai è fatta, penso, a questo piace guardare, io sono esibizionista e gli farò vedere cose da ricordare per sempre, senza alcuna morale. Nel frattempo ho tirato fuori da una cartella una copia di Penthouse ...
... e, sdraiata sul letto, con le gambe appena dischiuse e ben rilassate, mi sono accomodata su due guanciali. Gli slip sono in realtà un costumino da bagno che lascia una meravigliosa fessura d’aria orlata proprio dove dovrebbe esserci il contatto con l’inguine e la parte alta della coscia. Lui guarda mentre leggo e sfoglio la rivista, davvero come se lui non ci fosse. Mi soffermo a lungo su foto artistiche ma abbastanza esplicite, poi su una lettera che rileggo subito dopo. Nel frattempo, con i piedi, mi libero dalle scarpe, sembra che mi voglia mettere ancora più comoda, ma poi d’improvviso mi aggiusto con sapienza gli slip e riprendo a leggere. Una mano comincia ad appoggiarsi, trova la sua strada tra la pelle e gli slip; poi passa lentamente sulla figa. Vedo il mio stesso petto alzarsi e abbassarsi vistosamente. Mi sto eccitando a leggere, lui non sa cosa, e di certo gli sembro ormai decisa ad andare avanti. Quando ormai sono davvero eccitata e respiro forte, oltre il punto di non ritorno, lui si avvicina. - Is this what you would do alone? Senza smettere di accarezzarmi mi lascio guardare con aria di sfida complice e gli dico: - Yes, this is exactly what I would do. E intanto tiro su gli slip in modo che la sottile stoffa vada a incastonarsi profonda nell’inguine e nel solco della figa. - But you are doing it... - Yes, and I like it, I like you see me masturbate... - What are you reading? - It is a letter in which husband and wife try to live ...