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Il tuo piu' tenue sguardo
Data: 13/12/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
“Il tuo più tenue sguardo facilmente mi aprirà benché abbia chiuso me stesso come dita sempre mi apri petalo per petalo” La punta acuminata e metallica sfiora la mia fronte e io, di riflesso, sorrido: la sensazione, quasi impercettibile, di freddo contro la pelle accaldata dall'eccitazione e dalla tensione è piacevole, così come la leggera pressione che avverto sull'epidermide. Come un presagio di dolore che non ci sarà. Bendata, non vedo i tuoi movimenti, ma percepisco chiaramente il tragitto del pennino: la corsa della I maiuscola, fiera ed elegante, la L che prende vita dalla I e poi piega decisa verso destra, uno spazio, quindi la T e via via le altre lettere che compongono il primo verso. L'inchiostro asciuga in fretta e quando il mio viso è completamente ricoperto di parole, sento il tuo respiro, fresco, delicato, che mi asciuga le guance. “come la primavera fa toccando accortamente misteriosamente la sua prima rosa “ Mi chiedi di voltarmi e io obbedisco. Nuda, bendata, metto a disposizione il mio corpo per la reificazione del tuo desiderio. Una fantasia per una fantasia, era il patto. Tu hai esaudito la mia fantasia, io ora esaudisco la tua. “Sei perfetta” mi avevi detto la sera in cui ci eravamo incontrati. E io avevo sorriso, forte delle mie imperfezioni che da anni mi fanno scudo e compagnia. Mentre svuotavamo con calma una bottiglia di prosecco, mi avevi accarezzato l'interno dell'avambraccio con la punta ...
... delle dita. “Hai una pelle meravigliosa, candida e morbidissima”. Un desiderio per un desiderio. Lo stupore, mio, di quando mi dicesti che Greenaway era il tuo regista preferito e la soddisfazione nel constatare che entrambi amiamo The pillow book, il film forse meno valutato dalla critica. L'imbarazzo, tuo, nel rivelarmi la tua voglia. “e io non so quello che c'è in te che chiude e apre solo qualcosa in me comprende che è più profonda la voce dei tuoi occhi di tutte le rose” Mi volto e riprendo a recitare i versi di Cummings. “Scegli tu che cosa farti scrivere sul corpo” mi avevi detto. E io ho scelto una delle liriche che preferisco: potente, nella sua semplicità semantica, incantevole, nella sua complessità sintattica. Avverto il rumore del pennino che si intinge nell'inchiostro, il tintinnio della punta contro il bordo vetrino per far colare l'eccesso. Ora la tua mano ha ripreso a scrivere e corre dalla spalla sinistra verso la destra. Ogni tanto ti fermi, rimiri il tuo lavoro, soffi leggermente sulla mia pelle perché l'inchiostro asciughi più velocemente, regalandomi qualche rapido bacio delicato alla base del collo. Tu lavori in silenzio, io apro bocca solo per recitare i versi di Cummings. Non servono altre parole per celebrare questo rito pagano che ci rende intimi e vicini. Quando scendi a scrivere sui miei lombi, sento qualcosa di caldo sciogliersi nel mio ventre. La punta affonda e solletica la carne in ...