1. Liliana


    Data: 18/12/2020, Categorie: Etero Autore: Inchiostro&Miele

    ... affezionata. Io e le mie amiche, non so se le conosci, quelle che stavano con me pure dentro, le hai viste? Comunque ci sedevamo lì sotto, parlavano dei libri e dei film... in genere decidiamo di leggere lo stesso libro, tutte insieme, così poi ne parliamo... ora dobbiamo trovare un nuovo posto. Ti piace John Green? - Bleah - feci sorridendo - io leggo roba seria. - E quale sarebbe questa "roba seria"? - Non so, per esempio Borges... oppure mi piacciono molto i romanzi di Dostoevskij; ma leggo anche saggistica, tipo mi sono letto Rousseau ultimamente. E continuammo così per un po', con lei che cercava di convincermi a leggere Green, ed io di convincerla a leggere Dostoevskij. Poi, come preso da una spavalderia improvvisa, la invitai a salire a casa. Sorprendentemente accettò. Le offrii da bere, poi la condussi in stanza, invitandola a fare piano per non svegliare i miei genitori. Lei ridacchiando mi seguì, ed arrivati si gettò sul letto, con innocenza. Prese a rovistare nella mia libreria, e lesse "le copule e gli specchi sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini". Non capii bene perché, ma scoppiò a ridere. Con lentezza, le ...
    ... avvicinai le labbra, e presi a baciarla, cingendole la schiena. Ero tremendamente impacciato, fortuna che lei era brilla, così non avrebbe ricordato il mio imbarazzo. Lei prese a sfilarsi la maglietta, ed io restai un attimo perplesso; non pensavo fosse così facile. Mi slacciai il pantalone, tirai fuori il preservativo, l'unico che avevo, conservato da chissà quanto. Per paura di non riuscire ad infilarmelo, non ci avevo mai provato, chiesi di farlo a lei. Con maestria lo infilò rapida, senza troppi problemi. Avvicinai le labbra alle sue gambe, le sfilai con i denti la mutanda, mentre lei rideva, e presi a massaggiarla con la lingua sul clitoride. Amavo sentire la sua peluria sul volto, che non era troppo folta, e quindi non mi dava fastidio. Mi mantenne con una mano, con forza, e prese poi a gridare, forte per il piacere. Alzai allora la testa dal foglio. Accorgendomi allora che Liliana non era reale, che non leggeva Green, che non le stavo leccando la fica!, presi a piangere, ininterrottamente. E pensai che forse per me era troppo tardi, avrei per sempre confuso realtà e fantasia, scappando nella finzione ogni qualvolta la realtà fosse dolorosa. 
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