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Occupazione
Data: 22/12/2020, Categorie: Etero Autore: suve
Tanti anni fa , all�alba dei miei vent�anni, frequentavo un Centro Sociale. Non ero ideologicamente �puro�, più che altro ci andavo perché ci andavano i miei amici e era un modo facile per divertirsi, in maniera più o meno lecita, frequentare ragazze e passare il tempo tra un esame universitario e l�altro. I ricordi mi sono tornati alla mente l�altro giorno incontrando due amici di allora, solo che loro erano rimasti impegnati politicamente (uno è ora assessore) mentre io, e vidi chiaramente �l�accusa� nei loro occhi, ero passato dall�altra parte (in effetti sono un manager di un certo successo).Una primavera si organizzò l�occupazione di un liceo. Non ricordo i motivi ma ci recammo in massa dal Centro alla scuola per aiutare e supportare gli studenti. Durò una settimana, in cui praticamente vivevamo e dormivamo lì nei sacchi a pelo o sui materassi della palestra. Il tempo passava tra discussioni sul problema che aveva generato la contestazione e discussioni politiche generali. Partecipai volentieri, era un diversivo dal tran tran quotidiano e poi sentivamo di fare qualcosa di utile per la società.Se di giorno c�era movimento continuo per le varie attività, la notte scendeva il silenzio riducendosi a una cinquantina di persone la presenza all�interno. Ovvio che fatte salve le apparenze (le ragazze dormono lì, i ragazzi di là) non si badava molto alla promiscuità e ai vari movimenti notturni.Fu lì che conobbi Carla, una biondina dell�ultimo anno che, notai, faceva sempre ...
... in modo di sedersi vicino a me nelle riunioni. Parlammo spesso in contesti di gruppo e qualche volta anche da soli, approfondendo la conoscenza. Era chiaro che le interessavo, e anche lei interessava a me. Non proprio magra, aveva una quarta abbondante di seno, fianchi larghi e un sedere che riempiva piacevolmente gli eterni jeans.La terza notte rimase a dormire anche lei.Quando finimmo il pasto serale, al solito pizza e panini, oramai era sera e solo la luce della luna piena che entrava dalle finestre o il fascio fioco di una lampada rompeva l�oscurità.Io, Carla e altri tre o quattro restammo in un�aula a chiacchierare, bevendo coca-cola e rum, fino a tardi quando gli altri andarono verso il proprio posto-letto.Ora eravamo soli, ma intorno a noi c�erano i piccoli rumori e bisbigli di altre persone. Le presi la mano e, usando una torcia elettrica, la guidai lungo i corridoi verso un locale distante, a uso ripostiglio, dove nei giorni precedenti avevo visto erano custoditi dei materassini da palestra. Mi seguì senza parlare. Entrati nel locale, abbastanza ampio, illuminato dalla luna e dai lampioni esterni attraverso un finestrone traslucido, chiudemmo la porta a chiave e ci accovacciammo lungo una parete.Non c�era bisogno di dire nulla, la baciai e lei mi corrispose con foga.Limonammo per alcuni minuti, accarezzandoci da sopra i vestiti e scambiando copiose quantità di saliva. L�eccitazione cresceva in noi, staccandomi dall�abbraccio le tirai in su il maglione e lei mi aiutò ...