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Lezioni di greco a Mattia
Data: 05/01/2021, Categorie: Etero Autore: ginny84
La pioggia scroscia incessante aldilà dei finestrini del tram. Maledico il tempo traditore che stamattina mi ha fatta svegliare con un bel sole e che ora mi farà inzuppare fino al midollo. Rabbrividisco in anticipo, è come se sentissi già dei rivoletti d�acqua scendermi lungo la schiena bagnando il mio leggero vestito di lino azzurro. E� tutta colpa di Mattia se mi trovo in questa poco piacevole situazione. Se solo lui sapesse il greco senza dover avvalersi del mio aiuto a quest�ora sarei a casa al riparo dalla pioggia. Sbuffo, non ho affatto voglia di stare due ore a cercare di insegnare qualcosa a un diciottenne sfaticato con la testa da tutt�altra parte. Purtroppo le studentesse universitarie hanno bisogno di qualunque entrata possibile e 20 euro di più in tasca fanno sempre comodo. Il tram si ferma e, con un sospiro rassegnato, scendo nella pioggia. Le gocce cadono fitte e abbondanti, è solo questione di poco prima di ritrovarmi fradicia. Fortunatamente la casa di Mattia non è lontana e nel giro di dieci minuti sono già attaccata al suo citofono in cerca di riparo. In ascensore mi guardo allo specchio: sono in uno stato pietoso. I capelli mi si incollano ai lati del viso e lungo la schiena lasciata nuda dal leggero abito estivo. Il trucco per fortuna ha tenuto grazie al mascara waterproof, ma per il resto sono indecente. Il vestito mi sta incollato al corpo come una seconda pelle mettendo in evidenza il mio seno prosperoso e i capezzoli che sono ...
... eretti a causa del freddo. Si riesce persino a intravedere lo scuro dell�areola attraverso la stoffa sottile, perché non ho messo il reggiseno prima di uscire? Non mi interessa di infoiare un diciottenne, anzi la prospettiva è divertente, ma i suoi genitori sono amici di famiglia ed è importante che loro continuino a vedermi come una brava ragazza. Sospiro, ormai non c�è nulla che possa fare riguardo il mio aspetto discinto. Nel mentre le porte dell�ascensore si aprono così attraverso il pianerottolo dirigendomi verso l�interno 13. Suono in campanello e dopo poco mi ritrovo davanti Mattia, strano di solito è sua madre che mi viene ad aprire. Come se lui mi avesse letto nel pensiero spiega:�Sono solo a casa oggi, la mamma ha dovuto accompagnare mia sorella dal dentista�.Meglio, così solo Mattia mi vedrà in questo stato. Sorrido e annuisco così lui mi fa strada verso camera sua. Ho notato la sua occhiata maliziosa, ma ho fatto finta di nulla seguendolo docilmente. Sorrido, quello sarebbe stato un pomeriggio interessante. Ci sediamo alla scrivania uno di fianco all�altro. Noto lo sguardo di Mattia scendere spesso nella mia scollatura mentre fa a pungi con gli inni di Callimaco. Già la sua pronuncia è pietosa, ma la distrazione del mio seno peggiora ulteriormente la cosa. Decido allora di testare l�intraprendenza di Mattia. Faccio cadere la matita (che mezzuccio banale) e mi chino a raccoglierla mettendo bene in mostra il mio culetto sodo perfettamente ...