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La mia fantasia
Data: 15/01/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: giuliobonnot
Stare insieme qualche giorno e mandare via incomprensioni costruite in due settimane di soli messaggi e telefonate inconcludenti. Cominciare una nuova storia a quarant'anni con un fallimento alle spalle è un'impresa non da poco. Tre giorni di mare per parlarsi, comprendersi e tentare di fidarci uno dell'altra. Camilla era più giovane di me di dieci anni. La cosa che mi colpì la prima volta che la vidi era questa lunga strada di capelli neri che le incorniciava il viso. Due pozzi gli occhi, i lunghi capelli che scendevano sulla pelle bianca e accarezzavano il seno sodo, grande, quasi a stonare con quel viso angelico e rassicurante. Aveva scelto lei quella casa al mare alle porte di Roma. Aveva pensato a tutto, si era occupata di prenotare e prendere accordi con il padrone di casa. La sera uscito dal lavoro la raggiunsi. La casa era sulla spiaggia, una casa di legno dipinta di bianco con la veranda che affaccia direttamente sulla sabbia. Lei era vestita con un abito rosso leggero, scalza aveva raccolto i capelli legandoli con una matita, era bella come la regina degli zingari. Aveva colorato le labbra rosse e dipinto con cura le mani. Una carezza sul viso e una bacio, dolce con calma, accarezzandole i capelli e il viso, sussurrandole quanto mi era mancata. Aveva preparato la cena, ci sedemmo e iniziamo a mangiare senza dire nulla, guardandoci e lasciando parlare gli sguardi e le labbra. Il vestito cadde in terra, sciolse i capelli e inizio a spogliarmi. Iniziamo ...
... a baciarci, questa volta con passione, con voracità, quasi a non voler lasciare un attimo senza. La feci sdraiare sul letto e iniziai a succhiarle la vagina, succhiando e leccando, accarezzando le caviglie e i piedi. Facemmo l'amore con lei sopra di me, sussurrandoci le fantasie più nascoste. La fantasia che mi eccita di più è quella di fare l'amore con la mia donna insieme ad un altro uomo, vederla godere con due membri mi manda fuori di testa. La mattina dopo la colazione andammo a fare due passi al mercato della domenica. Lasciai Camilla a scegliere la frutta per il pranzo e intanto andai in enoteca a comprare una bottiglia di vino. Quando tornai la trovai in compagnia. Stava parlando con un ragazzo sui trent'anni, con un fisico asciutto e i capelli corti. Era un suo vecchio compagno di classe che da qualche anno viveva lì. Michele era un tipo simpatico, alla mano, piacevole. Gli proposi di vederci per un caffè dopo pranzo per fare due chiacchiere. Michele arrivò a casa alle 14. Faceva molto caldo e alla veranda preferimmo la stanza da pranzo. Un ambiente open space con un divano colore rosso e mobili di legno bianco. Io e Michele ci sedemmo sul divano. Camilla ci portò il caffè, aveva messo il vestito del giorno prima e indossato delle scarpe aperte col tacco alto che le facevano un sedere da incorniciare. Si sedette di fianco a me e iniziò ad accarezzarmi le gambe. Non so per quale motivo ma la conversazione iniziò a prendere una piega piccante. Ognuno di ...