1. Sull'autobus


    Data: 27/01/2021, Categorie: Etero Autore: fedemio

    Sull'autobus
    
    Ciao a tutti, mi chiamo Gianni, ho 35 anni faccio l'impiegato in centro città. Zona traffico limitato. Ha fuso lo scooterone un mese fa ed ora per andare al lavoro uso l'autobus. Era dal tempo delle scuole medie che non usavo l'autobus e sinceramente non mi dispiace affatto prenderlo. Vedo molte persone. Come si comportano, come si vestono. Sull'autobus si vede la vita e questo mi piace molto. Ci sono anche delle belle gnocche che lo prendono, vestite di tutto punto. Immagino siano segretarie di direttori o presidenti di prestigiose aziende o importanti studi, avvocati, architetti... C'è una moretta che mi attizza particolarmente. La trovo quasi tutte le mattine e molte sere. Non riesco ad avvicinarla, non saprei neanche che dirle per attaccare bottone...
    
    L'autobus all'orario che lo prendo io è sempre stipato di persone.
    
    Sul mezzo pubblico vedo solo la sua testa, mentre il corpo glielo scruto quando scende e quando sale. Credo che lei non mi abbia mai notato.
    
    Decido di intercettarla sul suo percorso. Quindi comincio a farmi il viaggio in autobus appostato proprio vicino all'uscita, così mi passerà vicino. Così succede. Ogni volta che arrivano le sue fermate e deve scendere mi passa vicino ed io da gentiluomo le dico "prego" e le faccio strada spostandomi un un po'. I primi giorni nella calca non mi degnava nemmeno di uno sguardo, forse neanche sentiva la mia voce, poi ha iniziato a notarmi, a guardarmi, e poi a dirmi grazie. Da li a poco siamo ...
    ... passati al ciao, o buona giornata. Quando la guardo negli occhi mi sento rapire e riesco a distinguere benissimo il suo profumo. È una gran bella figa, sexy e provocante. Quei tre secondi di incrocio di sguardi mi rallegrano la giornata.
    
    Ogni tanto succede che è pieno l'autobus ed a causa della mia posizione strategica abbiamo anche dei contatti fisici.
    
    Una mattina, durante il tragitto, dopo averla vista salire, mentre l' aspetto al varco, me la ritrovo davanti, nella calca, appoggiata a me di spalle.
    
    Un sogno che si realizza.
    
    La sua testa nella mia faccia, quel profumo nei suoi capelli. Le sue spalle appoggiate al mio petto, il suo culo appoggiato al mio bacino. Distinguo benissimo le sue natiche, sode come il marmo.
    
    Un'elezione imprevista, naturale, bellissima. Mi piace immaginare che la zoccola sia venuta a vedere che effetto mi fa. Credo di essere io la preda. La cacciatrice è venuta ad assaggiare la selvaggina. Aiuto, questa mi si mangia! Rimango inebetito. Arriva la sua fermata più veloce del previsto. Si gira mi guarda negli occhi, sorride, saluta e scende.
    
    Nessuno si è accorto di nulla.
    
    E chi lavora oggi?
    
    Non vedo l'ora di rivederla alla sera, ma né quella sera, né nei giorni a seguire l'ho più rivista. Forse l'anno trasferita, forse ha cambiato orario o lavoro. Forse si è sposata.
    
    Passano i giorni e la mia vita continua, ma la rosea gita in autobus si trasforma in una grigia tratta da pendolare. Non sto più in piedi, ora il tragitto lo faccio ...
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