1. Quel giovedì mattina


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: taycio

    ... non trascurai alcun dettaglio: barba fatta, profumato, esplorai ogni orifizio del mio corpo. Indossai una morbida e al contempo ruvida camicia di lino sopra un jeans chiaro che mi regalavano un aspetto libero e selvaggio. Avevo in mente solo Michela. Avrei cercato di stuzzicarla durante l�arco della cena, senza però mancare di attenzione per Eleonora�il capo &egrave pur sempre il capo. Era un compito arduo, una sfida di alto livello: mi piaceva! Dopo l�avrei invitata a bere un paio di drink. �Ottima tattica�, pensai. Mi presentai con lieve anticipo al ristorante. Di lì a poco arrivò Michela, truccata di tutto punto e stuzzicante come non mai. Unica nota dissonante, una velata tristezza negli occhi ed un broncetto di sottofondo. �Ehi, cos�&egrave quel muso?! Siamo qui per rilassarci!�. �Non ci badare�&egrave colpa di Giorgio. &egrave da lunedì sera che litighiamo per la storia della Cina. Mi vuole un gran bene, ma soffre tremendamente un po� di gelosia e un po� d�inferiorità.� Mi raccontò che il suo compagno Giorgio, del quale parlava poco o nulla sul lavoro, le faceva storie per il viaggio. Lui non poteva capire l�importanza di una trasferta: nel suo mestiere non capitava mai di viaggiare, se non per qualche breve e vicino corso di aggiornamento.Ci distolse il rumore cadenzato di un tacco dodici sul marciapiede. Avvolta in un elegantissimo vestito da sera, coi boccoli composti e sinuosi, si stava avvicinando Eleonora. Che splendido spettacolo. Aprì le braccia che, sinuose, ...
    ... reggevano una pochette brillantinata. Salutò e ci baciò affettuosa. Ci sedemmo.La cena proseguì serena. Non parlammo granché di lavoro, ma piuttosto delle nostre passioni, dei nostri viaggi e delle inclinazioni personali. Facevo fatica a rispettare i miei propositi. Eleonora mi stava stregando: un po� per il rispetto del ruolo e un po� per l�aspetto decisamente intrigante, non riuscivo a trovare lo spazio immaginato per Michela. Ma nonostante ciò la conversazione fu piacevole e disinvolta.Uscimmo. Eleonora si congedò. Io e Michela restammo un paio di minuti a parlare, ma sul momento di proporle una bevuta, le trillò il cellulare. Lesse il messaggio e non riuscì a trattenere un sorriso compiaciuto. �Dimmi se non &egrave un�offerta di pace questa!� esclamò puntandomi lo schermo in faccia. Giorgio le aveva inviato una foto di fragole e di una bottiglia di prosecco adagiata in una glacette scintillante. �Corro ad accettarla� concluse. Mi baciò sulla guancia e scappò alla volta del suo uomo.Mi sentii gelare. I piani per la serata erano clamorosamente saltati, infranti senza pietà da uno sprazzo d�inventiva del deludente compagno.Mi accesi una Chesterfield, mi appoggiai contro il muro e rimasi a pensare che era andata male, cercando di consolarmi all�idea che, forse, in Cina mi sarei potuto rifare�ma ad ogni tirata ci credevo sempre meno. Non mi restava che tornarmene a casa, da solo come un cane, e tirarmi una ricca sega fantasticando su come sarebbe potuta evolvere la serata. Avrei ...
«1234...»