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Storia di uno stupro
Data: 12/02/2021, Categorie: Etero Autore: TheWonderbull
Una parte di un bellissimo racconto trovato in rete. Buone feste a tutti e buon anno! E’ notte. Stiamo tornando a casa dopo una cena, in auto insieme. Per un motivo banale litighiamo; scendo dalla macchina arrabbiata e il resto della strada me lo faccio a piedi. Tu incazzato prendi e vai. Sono qui che cammino, strada buia e maledico la mia gelosia, avevo progetti carini. Tu non lo sai ma sotto al vestito indosso un body con i ferretti, ma senza coppe e aperto nella zona inguinale. Cammino a disagio con un po’ di paura, ti maledico e tu che non torni indietro. Finalmente arrivo a casa e come sempre i soliti imbecilli hanno lasciato aperto il portone; non faccio in tempo a chiuderlo che sento un braccio stringermi la gola, un bavaglio che mi blocca l’urlo di paura. Mi sento bendare e vengo trascinata giù nelle cantine. Sono terrorizzata. Non una parola non un movimento, sono li per terra dove mi ha lasciato, sento i suoi occhi addosso. Il mio respiro affannato il mio cuore martellante, sento che si avvicina, mi tocca una gamba. Mi ritraggo ma mi prende per i capelli ed una voce metallica mi dice che se faccio la brava non mi succederà nulla. Solleva il vestito; un esclamazione di sorpresa nello scoprire il mio intimo un po’ particolare, la voce che sussurra ”lo sapevo che eri una puttanella in cerca di cazzo”. Il mio rossore è notevole le sue mani stringono con forza il mio seno, lo schiaffeggia , morde i capezzoli, li succhia forte…..sono ...
... terrorizzata ma stranamente comincio ad eccitarmi. Penso a te l’ unico modo per evitare il panico è pensare che tutto sia un nostro gioco; mi allarga le gambe, sento qualcosa di bagnato, è lui che ci ha sputato per inumidirmela. Mi sento completamente impotente, sento il cazzo entrare, la paura lo fa’ sembrare più grande di quello che è. Comincia a sbattermi con forza continuando a torturarmi i capezzoli, sento dolore ma anche piacere pensando sia il tuo cazzo e non quello di uno sconosciuto. Mi gira, mi fa mettere a quattro zampe, il duro pavimento della cantina mi fa male alle ginocchia, comincia a sculacciarmi dicendomi che solo le puttane in cerca di cazzo si vestono così e lui me ne darà fino alla nausea. Sempre tenendomi per i capelli mi infila il cazzo nel culo, il mio urlo soffocato lo eccita ancora di più, continua a sfondarmi e mentre con una mano mi tira i capelli con l’altra mi prende la figa. Io nonostante il dolore, l’umiliazione e la rabbia sto godendo. Ho capito che l’uomo misterioso sei tu, solo il tuo cazzo sa muoversi perfettamente e riesce a farmi godere fisicamente di culo. Con la rabbia sempre più forte e per lo spavento che mi hai fatto prendere riesco a togliermi il bavaglio e comincio a gridare che era ora che un vero cazzo mi facesse godere, e sento la tua di rabbia, la tua gelosia, mi inculi sempre più forte, non hai capito che io so. Godo tantissimo e con l’orgasmo non riesco a trattenere il tuo nome, nel momento esatto che lo senti ...