1. 035 - Capodanno 2007


    Data: 28/02/2021, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Incesti Lesbo Autoerotismo Gay / Bisex Trans Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    ... lasciammo sgorgare la nostra urina a lungo trattenuta. Sbirciai dalla sua parte e notai che anche lui guardava dalla mia e non potei fare a meno di notare che mentre mi guardava il cazzo, se lo scappellava lentamente a mo di sega. I nostri sguardi si incrociarono e si fissarono per alcuni istanti, mentre mi accorgevo che il mio membro si era eretto contemporaneamente al suo. Lui si voltò verso destra e vide che non c�era nessuno, io feci altrettanto con uguale risultato. La sua mano si infilò oltre il bordo sporgente dell�orinatoio e mi impugnò il cazzo segandomelo. Preso da una nuova libidine, anche io effettuai identica manovra e iniziai a segarlo. Poi udimmo dei passi provenire dall�esterno che si avvicinavano rapidamente. Ritirammo le mani e rinfoderammo il cazzo nelle mutande, ci accostammo poi ai lavabo e ci lavammo le mani. Io guardavo, riflessi nello specchio che avevamo di fronte, i suoi occhi fissi sui miei, lievemente velati dal piacere e i nostri sorrisi complici e ironici che trasmettevano mille enigmatici significati. Uscii dai bagni precedendo Alby e lui, da dietro, con assoluta indifferenza, palpò delicatamente il mio bel culo da femmina. I suoi genitori erano in macchina ad aspettarci con impazienza. Suo padre ci apostrofò con��..�Ma dove cazzo siete stati!! E� mezzora che vi aspettiamo!!�Biascicammo alcune parole di scusa, circa la coda ai bagni e altre varie cavolate e poi riprendemmoil viaggio. Arrivammo al porto di La Spezia due ora dopo e Giovanni, il ...
    ... fratello di Alby, scese con tutti i suoi bagagli, lasciandoci un sacco di spazio libero. Riprendemmo il viaggio ma dopo pochi chilometri il traffico, fino ad allora scorrevole, si bloccò e iniziammo a procedere a passo d�uomo. Eravamo stanchi e nessuno parlava, Improvvisamente sentii la mano di Alberto che si infilava sotto le mie cosce. Mi voltai a guardarlo e sbarrai gli occhi, non mi sembrava proprio il momento. Ma lui per tutta risposta si aggiustò sul sedile e distrattamente appoggiò il giubbotto di traverso sulle sue e sulle mie ginocchia. Sentii la sua mano che si muoveva lungo il mio fianco, poi sulla coscia fino a raggiungere l�interno e sfiorare l�inguine. Abbassai le mani e gli bloccai la sua stringendola. Di nuovo mi voltai e lo fissai con disapprovazione. Avevo paura che sua madre potesse girarsi ed accorgersi delle nostre manovre. Benché gli tenessi la mano riusciva ugualmente e muovere le dita che iniziarono a carezzarmi l�uccello dentro i pantaloni. Ero teso e continuavo ad osservare di sottecchi i genitori di Alberto che seduti davanti sembravano intenti a scambiarsi una fitta conversazione sui motivi che provocano queste lunghe code in autostrada. Nonostante, la situazione piuttosto imbarazzante, il trattamento di Alby, stava avendo il suo effetto ed il cazzo era in tiro imprigionato dai jeans. Mi rilassai e lasciai la mano di Alberto, lui cominciò a massaggiarmi l�uccello, poi infilò le dita tra i bottoni e cominciò a slacciarli fino a riuscire ad entrare con ...
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