1. Il portafortuna


    Data: 08/04/2021, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Idraulico1999

    ... le premeva i seni e le riempiva la bocca con la lingua. Era il loro desiderio per poterla scorrere dentro per scaldarla, nel momento in cui s�alternavano martellando tra le sue gambe, tra le sue labbra, bagnandola del loro godimento. Lei li sentiva gonfi, intenti e prosperosi nelle sue carni che chiedevano di più. Quando i due furono soddisfatti, la carezzarono distrattamente e scivolarono nel sonno che segue il piacere più intenso e più profondo. Di nuovo lasciò lo scompartimento, desiderando di sedersi solamente per un istante.Da parecchi anni, lei viveva invero nell�appannamento del piacere altrui, conquistata dall�amuleto e si chiedeva come sarebbe stato poter vivere senza di esso. Bizzarro ed eccentrico, poiché il pensiero non l�aveva mai sfiorata prima, dato che voleva essere lei a esultare trionfando in ultimo dei propri desideri anche per una volta solamente. Il treno si era fermato, perché era un segno, una divagazione d�indipendenza, una parentesi di libertà, in quel momento attraversò la stazione dipinta di fresco con i balconi di legno fioriti, però là non c�era nessuno. Avrebbe dovuto scegliere lei il destinatario o lasciare al destino l�incombenza finale? Sì, forse sarebbe stato meglio, in fondo l�amuleto avrebbe potuto influenzare le sue scelte condizionandole. In quell�attimo lo sfilò dal collo lasciandolo cadere senza neppure guardarlo, camminò in fretta fino a quello che doveva essere il centro della cittadina e si sedette all�interno d�un bar per ...
    ... radunare le idee. Era quasi sera, perché doveva cenare e trovare una camera, lei adesso si sentiva tranquilla, visto che pensava alle cose pratiche, sorseggiò il caff&egrave e all�istante notò la scritta �Zimmer� all�altro lato della strada, intanto che la luna cresceva già dietro i monti. Avvolta in un accappatoio s�affacciò al balcone per salutare la sua notte di libertà, spazzolandosi i capelli e respirando a pieni polmoni, poi si coricò e con le dita si tastò ancora tra le cosce, avendo ancora l�acqua residua della doccia che indugiava sui petali di carne, al posto di quel piacere estraneo, poi continuò la sua pigra carezza fino a sciogliersi silenziosamente sotto il piumino. Il telefono squillò strappandola dal sonno, in quanto erano le tre del mattino, sollevò il ricevitore e la voce dall�altro capo risuonò approssimativamente angustiata e preoccupata:�Sei arrivata?�.�Scusi, lei chi &egrave? Chi parla?�.�Vengo da te, la solita camera, no?�.�Guardi che lei si sbaglia, io non sono mai stata qui�.Un sospiro dall�altro capo e un silenzio carico d�agitazione, di fermento e di manifesta tensione. Lei non riusciva a capire, eppure la preoccupazione nella voce dello sconosciuto era scomparsa, giacché sentiva soltanto il suo respiro diventare più profondo, sicché interruppe la comunicazione e staccò il telefono pensando ovviamente a un comune errore. Dopo pochi minuti un colpo secco alla porta e la chiave che girava nella serratura, santo cielo e adesso? Un�ombra scura attraversò la ...