1. La gelataia


    Data: 13/04/2021, Categorie: pissing, Autore: Hermann Morr

    Iniziava l'inverno, il cielo si faceva grigio, la luce opaca, e io, studente universitario sfaccendato, uscivo dall'ultima lezione del pomeriggio. Nel tornare a casa passavo davanti al teatro regio, e notai che una nuova gelateria aveva aperto di fronte. Certo, non era la stagione migliore per aprire quel tipo di attività, non pensavo proprio ai gelati con quel tempo, ma per curiosità mi avvicinai. E vidi la gelataia. Doveva essere poco più grande di me, alta, una magnificenza di boccoli biondi col cappellino in cima che non copriva nulla. Il mento un filo più verso il rettangolare che l'appuntito, ma non mi formalizzavo sui particolari minimi, era una visione da paradiso. Tanto che, anche se la Giò mi aspettava a casa, mi fermai a ordinare un cono fuori stagione. Stava appena sorgendo la moda dei gusti creativi, e quella gelateria era all'avanguardia; cioccolato fondente col peperoncino, tè masala, yoghurt venato con la confettura di albicocca. Quando poi mi disse che era lei stessa a farli con le sue manine, compresi che di gelati fuori stagione ce ne sarebbero stati ancora molti nel futuro. Diventò un'abitudine, andavo spesso da solo, a volte anche con la Giò, che però non gradiva la mancanza delle crepes calde. La gelataia ci assicurava che entro la stagione seguente avrebbe provveduto anche a quello, e intanto neppure la presenza della mia fidanzata mi impediva di gettarle occhiate di apprezzamento. La Giò comunque era buona, ma non scema, aveva cominciato a ...
    ... inorecchiarsi e a buttare giù domande a trappola, mentre la chiavavo alla disperata nel nostro bilocale da studenti. " Ma sono proprio io a farti questo effetto amore ? Non starai pensando a qualcun'altra ? " E io a rassicurare.. no no no sei tu sei tu.. girati vacca che ti lecco il culo.. solo tuuu ! Alla fine non ero neppure bugiardo, lo pensavo veramente, però intanto continuavo a spendere un capitale in gelati, incurante del rischio che la fidanzata potesse appostarsi per cogliermi in flagrante. Non sapevo ancora che cifra avrebbe raggiunto quel capitale. Una sera particolarmente fredda e buia, mi trovai a essere l'unico cliente della gelateria. La gelataia doveva essersi lavata i capelli da poco, avevano ancora più volume del solito, gli occhi brillavano. Mi fissava strano, un residuo di fedeltà mi impediva di fare battute allusive, ma sentivo che stava per fare lei una qualche proposta. " Visto che siamo in confidenza, lo vedi quel mastello separato dagli altri nel tavolino dietro ? E' un gelato speciale che preparo solo per clienti selezionati. Ma costa molto. " " Ma va ? Molto quanto ? " Lei fece un movimento con la bocca che mi fece esplodere la bega dentro le mutande, prima di rispondere. " Trecento euri a coppetta. " " Checcazzo ! E' fatto di polvere d'oro ? Dai, non la bevo ! " " Infatti non è da bere, si mangia col cucchiaino. " - rispose sempre con quella faccia come se dovesse saltarmi addosso - " Però qualcosa di dorato negli ingredienti c'è davvero. " Io ingenuo non ...
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