1. Il lungo clistere della cagna


    Data: 16/07/2021, Categorie: Etero Cuckold Sensazioni Autore: LaCagna, Fonte: RaccontiMilu

    ... un lungo brivido di piacere. La mia pancia iniziava a farsi dura, le mie gambe a irrigidirsi, ma non potevo cedere. Volevo arrivare fino all�ultima goccia di quel liquido caldo. Fu un momento molto intimo e personale. Mi resi subito conto di quando il liquidi finì di entrare nel mio corpo: il clistere fa un rumore sordo ma sottile, bisogna stare attenti� Lentamente sfilai la canula dal culo. Che delizia sentirla penetrare e scivolarmi addosso!Mmmm�. Il primo impulso fu quello di liberarmi ma no� Volevo sperimentare il dominio su di me e sulla mia forza. E poi mi attendevano ancora le candele, nell�altra stanza. Sebbene fremessi, non era quella l�ultima tappa: nel frigorifero della cucina mi attendeva una zucchina, ben lavata e privata del suo capo. Fredda, ghiacciata, tenuta a dovere al fresco per quel momento. Infilarci sopra un preservativo fu un secondo, perché avevo una voglia tremenda di infilarmela davanti. Ero bagnata ed eccitata come una cagna in calore: fra le cosce un liquido caldo e denso cominciava a scivolare, liquido che mi permise di infilare la zucchina senza troppi complimenti� ahhhhhhhhhhh che sensazione meravigliosa di pienezza. Ma non potevo godere. No. Impossibile. Intanto, il liquido nella mia pancia iniziava a far sentire la sua presenza, ma c�era ancora qualche cosa da fare, prima di potermi liberare. Tornai in sala, con le gambe larghe e il culo stretto e mi sdraiai a terra, accanto al tavolo con le candele, che oramai avevano creato una cera densa e ...
    ... calda. Presi la prima delle tre e me la rovesciai addosso anche in modo abbastanza maldestro. Troppo era il desiderio, troppa la necessità di un brivido violento. Urlai per l�impatto, ma anche per il piacere. Con la seconda candela fui più attenta e mi occupai del mio seno, dei capezzoli durissimi come spilli. Guardai la cera colare lentamente sudi essi e, senza staccarle gli occhi di dosso, lasciai che disegnasse geometrie addosso a me. Con la terza candela mi occupai della mia fighetta che chiedeva pietà: volevo l�orgasmo, lo volevo a tutti i costi. Non c�era bisogno di allargare le labbra, già belle distanti grazie alla zucchina che era piantata in mezzo a loro. Le inondai e la cera si mischiò ai miei umori di cagna bastarda che voleva solo godere. Fu un momento di incredibile intensità. Indimenticabile.Ma ora era la mia pancia a chiedere pietà di me. Così, riempita dentro e fuori di qualunque liquido possibile, andai in bagno e, come una cagna mi accostai al water. Alzai una gamba e mi liberai. Completamente. Feci questa cosa tenendo lo sguardo fiero su di me, la zucchina piantata dentro di me e la voglia di essere scopata a dovere fissa nel mio cervello, come un martello pneumatico. Fu lungo e intenso, ma finalmente mi sentii libera. Ma non completa. Mancava ancora un passaggio e sapevo cosa dovevo fare. Tolsi la zucchina da me e mi sdraiai a terra.Volevo godere, ma allo stesso tempo volevo vedere fino a che punto sarei arrivata senza toccare l�orgasmo. Così, dopo avere ...