1. Seconda parte - La passione aumenta


    Data: 11/11/2018, Categorie: Feticismo Autore: Frank Zaz, Fonte: EroticiRacconti

    ... viso e le sorrisi; lei ricambiò il sorriso e mi disse: ". . . . Se proprio vuoi . . .”. Sollevai la sua gamba e portai il suo piede velato dal calzino all'altezza del mio viso. Un'ultima esitazione e . . . accostai la mia bocca alla pianta di quel piede profumato. Era veramente bellissimo; mi mossi con sicurezza e tranquillità: socchiusi la bocca ed appoggiai la lingua su quella pianta calda ed umida. Non avevo bisogno di sorreggere la gamba: mia suocera mi teneva il piede in faccia tenendo da sola sollevata la gamba. In pratica avevo le mani libere. Approfittai di ciò e mentre la mia lingua scorreva lungo la superficie della calza, con le mani, alla cieca, cercai a tentoni l'altro piede. Non dovetti rovistare a lungo: mia suocera mi porse anche l'altra delle sue estremità ed io (sempre senza guardare, avevo il viso sotto il suo piede sinistro) tolsi anche l'atra scarpa da ginnastica. La feci ruotare verso il basso e . . . prima il calcagno . . . poi la pianta . . . infine le dita . . . anche il piede destro fu libero. Senza farmi faticare, mia suocera sollevò la gamba sinistra e portò il suo piede accanto all'altro, contro il mio viso. Ora veramente avevo la faccia sotto entrambi i suoi piedi. Leccavo con trasporto la superficie sudata di quelle calze ed il sapore che percepivo era veramente sublime: un misto di profumo di piedi, sudore e scarpette ginniche. Provavo un piacere indescrivibile che solo un appassionato può comprendere. Come ...
    ... al solito dopo poco le calze furono fradice della mia saliva; mia suocera mi suggerì quindi di togliergliele. Ovviamente obbedii con piacere: sfilai quei calzini bianchi e mi ritrovai con quei voluttuosi piedi nudi davanti al mio viso. Inizialmente appoggiai il viso a quelle piante splendide, così... senza fare nulla. Rimasi per un po' così, ad occhi chiusi con le piante dei suoi piedi appoggiate alla mia faccia. Adoravo quei piedi, infinitamente; poi però mi risvegliai da quella delizia e senza indugio ripresi il mio estenuante massaggio/lavaggio. Esplorai gli interstizi tra le dita con la mia lingua vogliosa, carezzai le piante nude e calde . . . mordicchiai e succhiai i calcagni, accolsi nella mia bocca fremente quelle dita vivaci: dico vivaci perché era un piacere per lei (lo capivo) sentirle accolte in un ambiente caldo ed umido come l'interno della mia bocca; ed infatti mi faceva comprendere la piacevolezza che provava muovendole di tanto in tanto. Sentivo quelle dita adorabili muoversi contro la mia lingua ed il mio palato; era una sensazione veramente paradisiaca . . . Andai avanti così per un bel po’, finché non sentii dei passi su per le scale. La guardai in viso e le sorrisi: era l'ora di ricomporsi perché gli altri stavano arrivando. Anche lei mi sorrise e mi disse sottovoce: ". . . Te lo devo proprio confessare . . . farmi leccare i piedi da te è bellissimo . . . ora dobbiamo smettere, ma lo rifaremo presto . . . molto presto". 
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